Finanzieri e Gendarmerie, esercitazione congiunta

Ernesto Bruno

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) e il Plotone di Alta Montagna della Gendarmeria Nazionale Francese (PGHM) hanno svolto sulle nevi dello Jafferau un’esercitazione congiunta di ricerca dispersi in valanga, alla quale hanno partecipato diverse unità cinofile.

L’esercitazione aveva lo scopo di testare la prontezza e la capacità operativa delle squadre di soccorso alpino del Corpo e di quelle d’oltralpe, ma è stata anche l’occasione per confrontare e scambiarsi le proprie metodologie d’intervento.

Sotto gli occhi attenti degli istruttori, le unità cinofile si sono così alternate in diverse prove di ricerca condotte attraverso un figurante che, per l’occasione, viene “sepolto” (ovviamente in sicurezza) sotto una spessa coltre di neve.

In poche parole si va dunque a riprodurre una situazione reale, esattamente come nel caso in cui ci siano dei dispersi da ricercare lungo il fronte di una valanga distaccatasi da un pendio.

A questo punto i finanzieri-conduttori e i loro colleghi della Gendarmeria Francese, sfruttando la naturale propensione al gioco degli splendidi cani con i quali lavorano ogni giorno, devono essere in grado di rintracciare corpi di persone rimaste sepolte nel più breve tempo possibile.

I cani anti-valanga, appositamente addestrati allo scopo, riescono infatti ad avvertire la presenza di persone pur se coperte da diversi metri di neve, anche se la prontezza dei soccorsi rimane comunque condizione importantissima per portare a buon fine le operazioni.

Importantissima, ovviamente, è anche la componente addestrativa delle stesse unità cinofile che, proprio in queste occasioni, debbono saper dimostrare gli elevati standard di efficienza loro richiesti.

Anche la collaborazione offerta dai dispersi può spesso fare la differenza. Nel caso in cui si rimanga sepolti da una valanga, non si sia persa conoscenza ma non si possa comunque fare affidamento su telefoni cellulari o rilevatori GPS, i finanzieri del Soccorso Alpino raccomandano di versare dell’acqua o qualsiasi altro liquido.

La direzione opposta a quella seguita dal liquido sarà quella in cui si dovrà scavare per ritrovare la superficie o, comunque, per agevolare la ricerca dei soccorritori.