Firenze: evasione e riciglaggio in salsa cinese

Gian Luca Berruti

Un fiume di denaro sporco – frutto di evasione fiscale, contraffazione di marchi di fabbrica e sfruttamento di manodopera clandestina – che intercorreva tra l’Italia e la Cina è stato scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Firenze che hanno operato il sequestro di 70 aziende, di patrimoni per 25 milioni di euro, denunciando contemporaneamente 70 imprenditori di nazionalità cinese.

L’operazione delle Fiamme Gialle fiorentine, chiamata “Cian Ba” (in cinese “diga sul fiume”), aveva preso avvivo da un precedente filone d’indagini che i militari della Guardia di Finanza avevano avviato lo scorso anno scoprendo un ingente flusso di denaro che veniva fraudolentemente trasferito in Cina avvalendosi di numerose agenzie di money transfert.

Secondo gli inquirenti i titolari di numerose aziende cinesi del fiorentino e del pratese, operanti nel settore dell’abbigliamento, accumulavano grosse somme di denaro provenienti da vendite “in nero” dei loro prodotti, spesso fabbricati con marchi contraffatti e/o avvalendosi di manodopera clandestina.

Gli stessi imprenditori, in maniera periodica, consegnavano a parenti o a connazionali di fiducia valigette piene di denaro contante che doveva poi essere trasferito nel Paese d’origine per mezzo delle stesse agenzie di money transfert.

Le somme da trasferire venivano frazionate in decine e finanche in centinaia di tranche appena al di sotto della soglia massima consentita dalla legge (2.000 euro), ma intestate a persone ignare o del tutto inesistenti.

Per ricostruire tutto il flusso di denaro illecitamente trasferito dall’Italia al Paese asiatico, i finanzieri hanno dovuto incrociare una massa enorme di file informatici per arrivare alla quantificazione dei passaggi di denaro, avvenuti tra il 2007 e il 2009, da parte di 318 imprese cinesi (fra cui le 70 sequestrate oggi), per un ammontare complessivo pari a 238 milioni di euro, di cui 70 incassati “in nero”.

Al termine dell’operazione “Cian Ba”, la Guardia di Finanza di Firenze ha apposto i sigilli a 76 immobili, 183 autovetture, e 396 conti correnti bancari e postali, mentre 70 imprenditori cinesi sono stati denunciati per trasferimento fraudolento di denaro, occultamento dei titolari effettivi di operazioni finanziarie, frode fiscale per omessa e/o infedele dichiarazione dei redditi e appropriazione indebita di patrimoni societari.