Forestale, incendi boschivi: i dati dell’attività di contrasto e prevenzione

Redazione

Rispetto all’anno 2012, che era stato caratterizzato da un andamento invernale assolutamente anomalo e molto al di sopra delle medie stagionali, la situazione del fenomeno incendi boschivi si presenta all’attualità sensibilmente migliorata, con valori generali piuttosto bassi e una tendenza che si colloca ben al di sotto degli andamenti medi periodici stagionali, riferiti al quinquennio precedente 2008-2012.I dati che presentano un maggiore scostamento dalle medie di periodo sono quelli relativi al mese di giugno, con valori minori rispetto agli andamenti storici, indice della tendenza a una traslazione temporale della stagione a maggiore rischio verso i mesi di luglio, agosto e settembre (c.d. coda estiva)In termini provvisori e di stima, il confronto dei dati statistici relativamente al periodo 1 gen – 10 lug, con riferimento all’anno precedente, evidenzia una sostanziale diminuzione del numero degli eventi (circa il 75% in meno di incendi rispetto alla media 2008-2012). Anche le superfici percorse dal fuoco fanno registrare valori piuttosto bassi (- 90%) rispetto alle medie stagionali del medesimo periodo 2008-2012.Dal punto di vista dell’andamento meteo-climatico il 2013 si è presentato finora come un anno caratterizzato da abbondanti precipitazioni, distribuite in tutti i mesi invernali e primaverili, e fino a ridosso della stagione estiva. L’indice di pericolo FWI (Fire Weather Index) utilizzato anche a livello europeo in seno al sistema EFFIS (European Forest Fire Information System), registra ad oggi una flessione di quasi il 60% rispetto al 2012 e le previsioni emanate dal Centro Funzionale Centrale del Dipartimento della Protezione Civile relative al periodo estivo stimano andamenti termo-pluviometrici nella media del periodo, senza particolari rischi in termini di fenomeni critici ai fini dello sviluppo degli incendi (bolle di calore).Se il fenomeno è stato sinora assolutamente contenuto, la maggiore presenza di biomassa vegetale accumulata nei territori forestali e rurali costituirà d’altronde un possibile fattore di rischio, soprattutto qualora si dovesse verificare un prolungato periodo di aridità e le temperature medie stagionali dovessero permanere elevate anche nel mese di settembre.Complessivamente, con riferimento alla data del 10 luglio 2013 si riscontra la seguente situazione:ATTIVITÀ DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO NEL SETTORE A.I.B.Il Corpo forestale dello Stato collabora con le Regioni, che hanno competenza primaria nel campo degli incendi, attraverso Convenzioni e Accordi di Programma che prevedono l’impiego del Corpo in attività di previsione, prevenzione, coordinamento, lotta attiva, partecipazione nelle SOUP (Sale Operative Unificate Permanenti), rilievo delle superfici percorse dal fuoco. Il monitoraggio e l’analisi del fenomeno è realizzato dal Corpo forestale dello Stato mediante specifiche procedure informatiche in seno al Sistema Informativo della Montagna e che consentono l’aggiornamento del “Fascicolo Territoriale” costituito per la gestione di tutte le specifiche informazioni territoriali, funzionali sia alle attività di polizia che di protezione civile. Attraverso il fascicolo territoriale viene reso disponibile il sistematico rilievo delle superfici percorse dal fuoco, che può essere utilizzato dai Comuni per la realizzazione del catasto delle aree incendiate.Di fondamentale importanza è l’attività preventiva attuata con il controllo del territorio e l’attività investigativa e repressiva che viene portata avanti in autonomia con personale altamente specializzato e che consente di individuare le cause di innesco.Per la segnalazione di emergenze ambientali (tra cui gli incendi boschivi) è sempre attivo 24 ore al giorno il numero telefonico di pubblica utilità 1515, che coordina l’attività sul territorio di pattuglie specifiche di pronto intervento. Fino al 30 giugno sono giunte al numero 1515 circa 30.600 chiamate per oltre 4.400 segnalazioni di emergenza, delle quali sinora oltre 2.000 relative ad incendi boschivi.Il CFS dispone sul territorio nazionale di 15 Centri Operativi Antincendi Boschivi (COAB), nonché di una rete di Nuclei operativi speciali e di protezione civile (NOS), distribuiti in 25 presidi permanenti nelle 15 regioni a statuto ordinario. E’ prevista inoltre la possibilità per i Comandi Regionali di istituire nei periodi a maggior rischio ulteriori presidi temporanei all’uopo attivabili in caso di necessità. Alle predette strutture sono assegnate idonee risorse strumentali e personale specializzato del Corpo che può all’occorrenza agire autonomamente ovvero in collaborazione con le altre componenti della protezione civile a livello locale e nazionale. Complessivamente a livello nazionale, il CFS dispone sul territorio di oltre 210 autobotti per le attività AIB.In quasi tutte le Regioni a statuto ordinario, sulla base delle vigenti Convenzioni, il personale del CFS è impegnato altresì nelle attività di Direzione delle Operazioni di Spegnimento (DOS), compito che richiede specifica professionalità ed esperienza anche per il coordinamento delle operazioni antincendio boschivo di aerocooperazione.Il Corpo forestale dello Stato è anche costantemente impegnato per mettere a punto l’organizzazione, le azioni, le tecniche e le metodologie più innovative ed efficaci per contrastare e controllare il fenomeno ed agire in maniera coordinata e sistemica nei vari livelli, da quello centrale a quelli territoriali e locali, in sinergia fra i numerosi soggetti istituzionali coinvolti. In questo contesto, al fine di offrire una risposta immediata alle istanze delle aree che ogni anno vengono flagellate dal fenomeno degli incendi boschivi, con particolare riguardo al Mezzogiorno d’Italia, il Corpo forestale dello Stato ha messo in campo strumenti tecnologicamente avanzati, in grado di elaborare, in tempi celeri, una notevole quantità di informazioni per il supporto alle decisioni. Nelle Regioni Campania, Basilicata, Calabria e Puglia, a partire dal 2010, sono entrati permanentemente in esercizio i 19 mezzi speciali (Centrali Operative Mobili, Comandi Stazione Mobili, Laboratori Mobili) assegnati agli Uffici territoriali del CFS e realizzati con i fondi europei dell’Obiettivo/1 –PON Sicurezza. Per l’impiego dei mezzi speciali sono state formate 256 unità di personale dell’Amministrazione nelle quattro Regioni PON-Obiettivo1. Nella Direttiva Operativa annuale è quindi previsto un pieno utilizzo delle attrezzature e del personale così formato, anche per le attività di presidio del territorio e di monitoraggio durante il periodo critico della corrente campagna AIB estiva.ATTIVITÀ DEL CENTRO OPERATIVO AEREO DEL CFSIl Centro Operativo Aereo del CFS, ha in dotazione 33 elicotteri utilizzabili per attività AIB (18 Agusta AB412, 8 Breda-Nardi NH500, 3 Agusta-Westland A109, 4 Erickson S-64F).In particolare, i 4 elicotteri pesanti Erikson S-64F, capaci di scaricare sulle fiamme fino a 10.000 litri di liquido estinguente, sono stati gestiti dal 2009 al 2012 in convenzione con il DPC/COAU, utilizzando anche piloti e tecnici del Corpo forestale dello Stato. Nel corso del corrente anno 2013, a seguito del passaggio della flotta aerea AIB sotto la gestione del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, la gestione degli stessi è ritornata direttamente in capo al CFS, tramite apposito stanziamento ad hoc. E’ tuttora in corso la procedura per l’affidamento del servizio di esercenza per l’operatività dei velivoli in questione.In base alle Convenzioni e agli Accordi di Programma vigenti con le Regioni a Statuto ordinario, è stato inoltre definito, a partire dal 2009, l’impiego degli elicotteri del Corpo forestale dello Stato nell’ambito delle flotte aeree regionali, con il contributo finanziario delle Regioni medesime per circa 2,0 mln di euro.Grazie a questa sinergia istituzionale tra Enti di Stato e Regioni si realizza un virtuoso incremento di efficienza ed economicità dell’intero sistema, consentendo da un lato di dislocare i velivoli nelle aree regionali più a rischio e dall’altro di realizzare un migliore impiego delle risorse finanziarie pubbliche.I velivoli CFS impiegati in regime di Convenzione nel corso della Campagna AIB 2013 saranno in totale 11, distribuiti in 6 Regioni.ATTIVITÀ INVESTIGATIVA DEL CFS-NIABNel corso degli ultimi mesi l’azione del CFS, attraverso la competente Divisione 3^, si è concentrata sia nel campo delle attività di prevenzione che di repressione del fenomeno degli incendi boschivi.Considerati gli ottimi risultati conseguiti dall’attività di analisi del NIAB, per l’individuazione delle aree del Paese in cui è particolarmente ripetitivo il fenomeno degli incendi boschivi e dal conseguente supporto operativo messo in atto a partire dalla Campagna AIB 2010, si è ritenuto utile concentrare lo sforzo  anche in sede prevenzione del fenomeno, garantendo nelle regioni del mezzogiorno d’Italia, un presidio particolarmente attento nei periodi di pericolosità degli incendi boschivi dal 15 luglio al 15 settembre.Nel settore della repressione del fenomeno, i Comandi Regionali provvederanno per l’anno 2013, come delineato nella Direttiva Operativa di II livello, ad assicurare l’impiego almeno 2 unità di repertatori e di investigatori per provincia, coordinati da funzionari appositamente formati nell’ambito di un corso per “Esperto in investigazioni AIB” al fine di aumentare la capacità di coordinamento info-investigativa dei reparti territoriali, dedicati alle attività di repressione del reato d’incendio boschivo.Il compito di queste pattuglie specializzate è quello di intervenire su indicazione del personale N.I.A.B. a livello centrale, su richiesta della Centrale Operativa Regionale o d’iniziativa, in ausilio ai Comandi Stazione, per quanto concerne l’individuazione dell’area d’insorgenza dell’incendio e la conseguente attività di repertazione tecnica e successiva richiesta di accertamenti sul materiale sottoposto a sequestro penale.Le attività contro i crimini di incendio boschivo effettuate dai Comandi territoriali del Corpo Forestale dello Stato, hanno consentito nello scorso anno 2012 di segnalare all’Autorità Giudiziaria 594 persone (di cui 543 per incendi colposi e 51 per incendi dolosi). Di queste 15 sono state tratte in arresto o in applicazione di misure di custodia cautelare per incendio doloso.Nel periodo 2000 – 2012, sono state segnalate complessivamente all’Autorità giudiziaria per incendio boschivo ai sensi dell’art. 423-bis c.p. un totale di 5.173 persone, di cui 164 tratte in arresto in flagranza di reato o sottoposte a misure di custodia cautelare.Nel corso del 2013 sono state sinora emesse 77 comunicazioni di notizia di reato per incendio boschivo ai sensi dell’art. 423-bis c.p.