Frode fiscale da 461 mln di euro scoperta nel foggiano

Stefano Serafini

Due anni d’indagini con l’esecuzione di 10 verifiche fiscali, tanto è stato il lavoro compiuto dai finanzieri del Comando Provinciale di Foggia che hanno così scoperto una maxi-frode al Fisco per oltre 461 milioni di euro ed arrestato 5 imprenditori locali operanti nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di materiali informatici e per la telefonia.

Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle daune ben 10 aziende – tra il 2007 e il 2010 – relazionandosi anche con società estere, hanno emesso e annotato fatture per operazioni inesistenti realizzando così il classico ma efficace sistema della “frode carosello”.

In buona sostanza, si trattava di costituire società italiane ed estere che venivano intestate a dei semplici “prestanome” sia pur continuando a manovrarne di fatto ogni attività.

“Mente” della frode un commercialista di Cerignola (FG) che secondo gli investigatori della Guardia di Finanza costituiva ad hoc le società alle quali imputare le operazioni di fatturazione, prima di farle sparire nel nulla una volta che le stesse avrebbero dovuto corrispondere parte dei loro utili all’Erario.

Nei casi in cui le forniture dei materiali oggetto della propria attività imprenditoriale erano avvenute realmente, il sodalizio di evasori ha peraltro potuto invadere il mercato con prodotti posti in vendita sottocosto (perché privi di ogni aggravio fiscale), alterando così le dinamiche della libera concorrenza e penalizzando fortemente gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole.

Ai 5 arrestati – tutti uomini di età comprese tra i 50 e i 65 anni – i finanzieri hanno anche sottoposto a sequestro preventivo 22 quote di altrettante società per un valore complessivo di 3,4 milioni di euro.