GdF: 5 arresti per usura a Bari

giovanni de roma

5  persone responsabili di gravi reati connessi all’usura, all’estorsione e al favoreggiamento  sono state arrestate dai finanzieri del Comando Provinciale di Bari nell’ambito dell’operazione “Ghostbusters” condotta in collaborazione con i colleghi del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.).

Tra gli arrestati figura anche un noto pluripregiudicato, ritenuto il boss del quartiere barese di S. Paolo, conosciuto col soprannome di “u’ fantasm”.

Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, erano state avviate a seguito di una denuncia presentata da due imprenditori edili vittime di numerosi episodi di usura ed estorsione.

Nel 2010, I due imprenditori, trovatisi in gravi difficoltà economiche, si erano rivolti a uno dei componenti del gruppo di strozzini per ottenere un prestito di 40mila euro concesso, però, con tassi di interesse oscillanti tra il 112% e il 285% annui.

Secondo quanto accertato dalle fiamme gialle le somme di denaro derivanti dall’attività usuraria erano riconducibili ad un unico clan capeggiato dal citato boss di S. Paolo, che aveva assegnato la gestione di tutte le operazioni finanziarie ad un suo uomo di fiducia.

Altri affiliati al clan non si erano fatti scrupoli nel mettere in atto anche un violento pestaggio ai danni di uno degli imprenditori estorti.

Una delle vittime aveva persino dovuto stipulare un finto contratto di compravendita finalizzato alla cessione di un appartamento dal valore di oltre 250.000 euro, che veniva fittiziamente pagato alla vittima mediante l’emissione di assegni circolari che, non appena incassati dovevano essere subito restituiti all’emittente.

L’incrocio dei dati contenuti nelle banche-dati in uso al Corpo e le attivita’ investigative svolte sul territorio hanno consentito agli inquirenti di mettere in luce la sproporzione esistente tra l’elevato tenore di vita dei soggetti indagati rispetto ai bassi redditi dichiarati, che peraltro non si conciliavano con il loro cospicuo patrimonio di beni mobili e immobili per un valore di circa 2 milioni di euro  finito sotto sequestro.