GdF: 6 milioni di euro spariti dalle casse dell’Esercito

giovanni de roma

Un’incredibile vicenda ha visto coinvolti un commercialista, un imprenditore ed un ex sottufficiale dell’Esercito, arrestati stamane dai finanzieri e dai carabinieri di Roma per aver ideato e messo in atto un vasto sistema fraudolento, attraverso il quale erano riusciti a sottrarre qualcosa come 6 milioni di euro dalle casse dell’Esercito Italiano.

La colossale truffa ai danni dello Stato è stata scoperta dai responsabili del Centro Amministrativo dell’Esercito i quali, rilevando alcune anomalie nella gestione dei bonifici per il pagamento del personale, avevano presentato denuncia.

Le indagini hanno permesso di ricostruire la rete di flussi finanziari sui quali, con una lunga quanto ingegnosa serie di artifizi e raggiri contabili, transitava illegalmente il denaro.

Grazie anche ad attività tecniche, gli investigatori delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri hanno potuto ricostruire il “modus operandi” attraverso il quale i tre truffatori avevano agito pressoché indisturbati.

In pratica un ex sottufficiale dell’Esercito, che dal 2010 al 2013 era in forza presso lo stesso Centro Amministrativo ma che era già stato rimosso e sospeso da quell’incarico, avvalendosi della complicità del commercialista e del suo amico imprenditore aveva fatto transitare somme di denaro su ben 44 conti correnti intestati a persone compiacenti, perlopiù residenti nella provincia di Napoli.

Questi fiancheggiatori, una volta ricevuti gli accrediti sui loro conti correnti provvedevano ad incassarli in contanti ed a restituirli agli stessi truffatori, salvo trattenerne una piccola parte per il “servizio” reso.

L’ex sottufficiale infedele aveva un tenore di vita decisamente elevato, costituito da frequenti viaggi, acquisti di autovetture e immobili. La Guardia di Finanza e i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di tutti i conti correnti degli indagati, nonché a rintracciare il patrimonio illecitamente accumulato.

I tre arrestati, nonché gli altri 44 denunciati, dovranno ora rispondere a vario titolo dei reati di peculato militare, riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita.