Gdf: altri beni confiscati alla ‘ndrangheta calabrese

GLB

Si erano affidati a un ben nutrito quanto agguerrito collegio di avvocati pur di rientrare in possesso dei beni loro sequestrati, ma le indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno dimostrato che quegli stessi beni, oltre ad essere il frutto di attività ‘ndranghetiste, erano nella perfetta disponibilità degli indagati e così la Magistratura inquirente ha disposto la definitiva confisca di un patrimonio da ben 200 milioni di euro.E’ questo, in estrema sintesi, il duro colpo che le Fiamme Gialle reggine hanno portato alla cosca ‘ndranghetista degli Alvaro, famiglia dominante nel piccolo comune di Cosoleto (RC), alla quale sono riusciti a sottrarre un noto caffè e un noto ristorante (tutti e due siti a Roma), oltre ad appartamenti e auto di lusso, rapporti bancari, postali, assicurativi e denaro contante che costituivano la sostanza stessa del loro ingente patrimonio criminale. L’odierna maxi-confisca deriva da una predente operazione antimafia (denominata “Cafe de Paris”) che vide impegnati nel luglio 2009 i finanzieri del G.I.C.O. di Reggio Calabria, quelli dello S.C.I.C.O. di Roma, oltre che i Carabinieri del R.O.S.Grazie a quella stessa operazione, tra l’altro, fu individuato il vero e proprio impero economico che la cosca Alvaro era riuscita a costruirsi nel tempo attraverso le sue attività mafiose, avvalendosi anche di alcuni prestanome ai cui intestare beni e attività varie con l’evidente scopo di sviare possibili indagini patrimoniali sul loro conto.A nulla, però, sono valsi i loro sforzi visto che le Fiamme Gialle reggine, nell’arco di 24 mesi di indagini svolte con specifiche indagini tecniche, investigazioni finanziarie e bancarie nonché acquisendo informazioni su operazioni bancarie sospette, sono comunque riuscite a dimostrare l’effettiva disponibilità dei beni oggi confiscati in capo ai loro materiali titolari.