Gdf: arrestati i proprietari di alcune discoteche milanesi

St.Ser.

I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare (19 delle quali in carcere) nei confronti dei membri di un’organizzazione criminale che, a partire dal 2007, ha messo a segno ingenti truffe in danno di alcune importanti banche nazionali (nelle quali sono stati coinvolti alcuni funzionari degli stessi istituti di credito) che avevano permesso agli arrestati di conseguire un bottino di oltre 30 milioni di euro.I responsabili del sodalizio sgominato dalle Fiamme Gialle meneghine, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, entravano in contatto con le banche e, una volta acquisita la fiducia dell’istituto di credito prescelto, presentavano allo sconto assegni bancari che risultavano poi “scoperti”, peraltro documentati da fatture false emesse da società fittizie, con lo scopo di ricevere anticipi di denaro reali su pagamenti mai sostenuti e dunque falsi. I contanti così ottenuti venivano poi reimpiegati in un vorticoso giro di bonifici, transitando talvolta anche su banche estere, in modo da impedirne la possibilità d’individuazione e di recupero da parte degli Organi di Polizia.Le enormi disponibilità di denaro, anche contante, sottratte agli istituti di credito colpiti dalla truffa venivano utilizzate per l’acquisto di diversi immobili di lusso, ma anche per acquisire alcune delle discoteche più in voga del capoluogo lombardo, potenti auto dal valore di diverse centinaia di migliaia di euro come Bentley e Porsche, oltre a numerose società.Parallelamente alla frode di cui sopra, i finanzieri milanesi hanno scoperto anche una consistente frode fiscale nel campo del “beverage”, in particolare sullo champagne, perpetrata attraverso società fasulle intestate a prestanome, con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti pari a circa 80 milioni di euro.L’evasione fiscale “allo champagne”, oltre a comportare un notevole danno per l’Erario, ha ingenerato una forte distorsione del mercato poiché i prezzi praticati dai responsabili (a causa della colossale frode che avevano messo in atto) erano nettamente inferiori a quelli applicati nel particolare settore merceologico.Molte delle società utilizzate per la commissione degli illeciti, per di più, sono fallite proprio nel corso delle indagini e per questo i vari amministratori sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta.Al termine delle operazioni i finanzieri hanno posto sotto sequestro 26 immobili (tra cui l’intero complesso che accoglie una famosa discoteca milanese), terreni, quote sociali di 18 società, disponibilità bancarie per alcuni milioni di euro, denaro contante, cambiali oltre a 18 automezzi. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 50 milioni di euro.