GDF: Avellino, sgominata banda italo-bulgara di ladri d’auto

Gabriel Romitelli

Diciassette appartenenti a un sodalizio criminale con base a San Severo (FG), dedito al furto su commissione di auto di grossa cilindrata, sono stati arrestati dai finanzieri del Comando Provinciale di Avellino in collaborazione con gli Agenti della Polizia di Stato della Questura di Foggia.

I componenti della banda, tutti cittadini di nazionalità italiana e bulgara, avevano già commesso numerosi furti di automobili che poi rivendevano in Italia ed anche all’estero.

L’attività dei malviventi – specializzatissimi nel loro particolare settore criminale – si basava nel ricevere veri e propri ordini dalla propria “clientela” circa la tipologia dell’auto da rubare. A tali richieste non mancavano poi precise “specifiche” sul colore, la cilindrata ed anche sugli allestimenti interni, preferenze queste che li obbligavano a un’accurata ricerca sul territorio ma che poi si concludeva quasi sempre con il furto dell’automobile prescelta.

Una volta sottratte le auto ai legittimi proprietari, la banda, dotata di tecnici altamente specializzati, provvedeva poi alla clonazione dei numeri dei telai, dei documenti di circolazione, della targa e persino della centralina elettrica, anch’essa contenente i dati identificativi del veicolo; operazione questa che richiede competenze tecniche davvero elevate e sofisticatissimi programmi software in grado di aggirare i sistemi di protezione di cui le moderne centraline installate sulle automobili sono comunque dotate.

Grazie ai loro basisti operanti in altri Paesi europei, incaricati di acquisire i dati di veicoli regolarmente circolanti, i responsabili di questi furti potevano così riprodurre documentazioni praticamente identiche agli originali. Un lavoro certosino e molto ben remunerato che era in grado di trarre in inganno anche degli operatori di polizia durante un normale controllo su strada.

Durante le operazioni, scaturite da due distinte indagini inizialmente curate dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato e poi confluite in un’unica e sinergica attività d’inchiesta, è stato comunque possibile restituire alcune vetture ai loro proprietari.