GdF: Brindisi, contraffazione di alto livello su orologi delle più note brand del settore. 9 responsabili arrestati

Giuseppe Magliocco

Non erano certo “patacche” da bancarella quelle realizzate da un gruppo di abilissimi contraffattori smascherati dai finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi al termine dell’operazione “Frankenstein”, che ha portato agli arresti 9 persone specializzate nella produzione, distribuzione e vendita di orologi “Rolex” e “Omega” contraffatti.
Sulla base di alcuni elementi informativi giunti alle fiamme gialle brindisine, riguardanti un riciclaggio di orologi delle più prestigiose maison del settore, i militari hanno avviato le loro indagini poi culminate in svariate perquisizioni eseguite nelle province di Brindisi, Taranto, Bari, Napoli, Roma e Bologna.
Le prove raccolte durante queste attività hanno così permesso di svelare un complesso sistema fraudolento che si basava sull’alterazione di orologi recanti i due notissimi marchi dell’alta orologeria svizzera; alterazione che avveniva mediante sostituzione di pezzi originali con parti non originali. Un lavoro di “fino” dunque, in grado di ingannare anche l’occhio più esperto tanto che gli stessi finanzieri hanno dovuto richiedere specifiche analisi tecniche prima di poter formalizzare definitivamente il sequestro.
Da notare, infatti, come i preziosi oggetti così assemblati venissero corredati da certificati di proprietà ad altri “accessori” (tutti contraffatti) di ottima fattura.
Tra l’armamentario sequestrato ai contraffattori, che per il loro business si avvalevano del supporto di una oreficeria della provincia brindisina in veste di tramite commerciale tra i contraffattori stessi e ignari acquirenti convinti di comprare pezzi originali, i finanzieri hanno rinvenuto casse, meccanismi, lancette, corone e finanche garanzie e custodie delle due celebri case orologiere elvetiche.
Il sistema di riciclaggio e ricettazione dei preziosi cronografi era diffuso in larga parte d’Italia, ma anche in altri paesi europei come Germania, Olanda e Belgio a testimonianza di quanto fossero apprezzati i “prodotti” realizzati dal gruppo di contraffattori oggi finito agli arresti.
Gli accertamenti tutt’ora in corso hanno altresì permesso di segnalare all’Autorità Giudiziaria altre 9 persone, ritenute dagli investigatori coinvolte a vario titolo nell’illecito traffico.
La GDF brindisina sta ora cercando di quantificare anche il reale “volume d’affari” conseguito dai responsabili, indentificare i loro clienti, nonché individuare altri soggetti che possano aver agevolato i responsabili stessi nei loro loschi affari.