GdF: catturata nave-madre utilizzata per traffico clandestini

Leonardo Ricci

Avevano invertito la rotta dopo aver scaricato il loro carico di esseri umani, ma i finanzieri che li stavano monitorando con le telecamere ad infrarosso dei loro aerei li hanno bloccati e condotti al porto di Reggio Calabria prima che potessero raggiungere acque più sicure.

E’ questo l’epilogo di un’operazione che le unità aeree e navali del Comando Operativo Aeronavale di Pomezia, in collaborazione con le pattuglie del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno portato a termine la notte scorsa catturando (a 230 miglia da Capo Spartivento) una nave-madre dalla quale, secondo l’Autorità Giudiziaria inquirente, domenica sera sarebbero sbarcati i 226 migranti siriani poi approdati sullo Stretto.

I sospetti degli inquirenti sono sostenuti dalle immagini satellitari girate dai piloti della Guardia di Finanza, nonché dalle testimonianze fornite degli stessi immigrati che erano stati soccorsi quando erano ancora in mare aperto e che hanno raccontato di aver pagato 3.000 dollari per compiere questo pericoloso viaggio verso l’Italia.

La nave-madre, che era stata fermata dal pattugliatore P. 03 “Denaro” e poi abbordata dal suo stesso equipaggio quando ancora navigava in acque internazionali, è stata poi scortata sin dentro il porto del capoluogo calabrese dove ad attenderla c’erano almeno 50 finanzieri.

L’imbarcazione utilizzata per questo turpe traffico è un peschereccio d’altura lungo circa 30 mt. battente bandiera egiziana, mentre il suo equipaggio è composto da 18 uomini (tra i quali figurano 5 minorenni), tutti sottoposti alle procedure di identificazione in attesa del provvedimento di fermo che, a questo punto, è ormai imminente.

Su di loro pende infatti il pesante sospetto di aver perpetrato, peraltro in associazione tra di loro, un traffico di clandestini per mezzo della loro stessa imbarcazione, che sarebbe salpata pochi giorni fa da un porto egiziano trainando la vera e propria “carretta del mare” a bordo della quale sarebbero poi stati abbandonati i 79 bambini, le 45 donne e i 102 uomini soccorsi domenica mattina, e tutt’ora ospitati presso un centro di accoglienza a Pellaro (RC).