GDF: Cosenza, scoperta frode sull’indennità di accompagnamento

Gabriel Romitelli

Sono 518 le persone denunciate per truffa ai danni dell’INPS dai finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza nell’ambito di un’operazione che le fiamme gialle hanno condotto nel settore tutela della spesa pubblica, e nella quale sono state verificate le posizioni di oltre 40mila nominativi.

Le persone denunciate, in particolare, avevano omesso di comunicare all’INPS i loro periodi di ricovero presso strutture ospedaliere pubbliche, andando così a gravare doppiamente sia sul Sistema Sanitario Nazionale, sia sullo stesso Istituto previdenziale.

Per gli assistiti che godono delle c.d. “indennità di accompagnamento”, ovvero persone che per gravi patologie si trovino impossibilitati a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, l’attuale normativa prevede che venga inviata una specifica comunicazione all’INPS nel caso in cui gli assistiti stessi vengano ad essere ricoverati per periodi superiori ai 30 gg.

Scopo di questa prescrizione è quello di sospendere la corresponsione di benefici impiegati come compenso per accompagnatori e badanti in periodi in cui i pazienti stessi si trovino ad essere assistiti totalmente dal Sistema Sanitario Nazionale, verso il quale le somme devolute a titolo di indennità vengono temporaneamente “girate” per il tempo del ricovero.

Come scoperto dalle fiamme gialle cosentine, però, questo non avveniva in centinaia e centinaia di casi, causando così un doppio esborso per le casse dello Stato.

L’indagine, che ha riguardato 5 intere annualità (dal 2010 al 2014) ha così portato alla luce l’esistenza di una miriade di contributi assistenziali che non avrebbero dovuti essere corrisposti – da un minino di 800 a un massimo di 28.000 euro – che hanno poi portato il computo totale della frode a circa 800.000 euro.

Nei confronti di tutti i soggetti denunciati, ovviamente, sono state già avviate le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite.