GdF, criminalità organizzata: scoperto giro di schede telefoniche con intestazioni fittizie

Ernesto Bruno

Quattro società romane, tutte operanti nel settore della telefonia mobile, sono state sequestrate stamane dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma al termine dell’operazione “Dealer” coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia.Il provvedimento di sequestro delle società, che hanno un valore stimato in circa 700.000 euro, è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma al termine di complesse e laboriose indagini con le quali è stata fatta luce su un inquietante giro di schede telefoniche fittiziamente intestate a persone ignare o addirittura inesistenti che, in realtà, venivano utilizzate da esponenti della criminalità organizzata.La base dell’organizzazione è stata individuata all’interno di un comunissimo negozio di telefonia, situato al quartiere capitolino dell’Appio-Latino, dove il principale indagato, un romano di anni 46, gestiva in prima persona la vendita delle schede telefoniche.Secondo quanto accertato dagli inquirenti, alcuni “dealer” hanno infatti fornito il loro appoggio alle organizzazioni criminali consentendogli l’acquisto di schede telefoniche per fini illeciti, dopo averle però intestate a persone del tutto estranee ai reali utilizzatori.In spregio della normativa che tutela la privacy, l’indagato principale utilizzava senza alcuna remora le generalità dei suoi ignari clienti che, in buona fede, gli avevano fornito occasione di precedenti acquisti di prodotti telefonici.Nel corso delle indagini che finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Roma (G.I.C.O.) hanno condotto sul conto dei soggetti implicati nel giro, è stato accertato come esponenti del mondo malavitoso locale e nazionale fossero soliti avvalersi di schede SIM intestate ad inconsapevoli cittadini, tra cui anche stranieri.In questo modo i detentori di tali schede ad intestazione “fittizia”, potevano quindi intrattenere le loro conversazioni telefoniche eludendo eventuali intercettazioni e riscontri da parte delle Forze di Polizia.Sulla scorta delle direttive impartite dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, l’attenzione investigativa delle Fiamme Gialle andava a concentrarsi su un agguerrito gruppo criminale, apparentemente composto da titolari di diverse rivendite di schede telefoniche ed apparecchi di telefonia i quali, in maniera pressoché sistematica, fornivano dietro lauti compensi migliaia di schede telefoniche “anonime”.Molte di queste schede, peraltro, sono risultate esser state utilizzate in occasione gravi fatti criminosi, così come riscontrato in altre indagini di polizia giudiziaria.Il sodalizio criminale, nel volgere di poco tempo, era così riuscito a creare filiera parallela di distribuzione illegale di SIM CARD, così garantendo una costante fornitura nei confronti di una “clientela” molto particolare (con esigenze molto particolari di “riservatezza”) essenzialmente composta da rappresentanti della malavita romana e nazionale.