GdF: duro colopo all”ndrangheta piemontese

Ivano Maccani

 E’ scattata all’alba di oggi una vasta operazione interforze coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino contro la ‘ndrangheta piemontese, nel corso della quale i militari della Guardia di Finanza, contestualmente all’arresto di 150 affiliati da parte dei Carabinieri, stanno ponendo sotto sequestro interi  patrimoni di soggetti sospettati di appartenere a famiglie ‘ndranghetiste. Un sequestro che in Piemonte non ha precedenti, se si considera il valore dei beni cautelati, stimato complessivamente in 70 milioni di euro. Nell’operazione è impegnata anche la DIA, nell’esecuzione di ulteriori sequestri patrimoniali.A finire sotto la lente dei Finanzieri di Torino e dello SCICO di Roma, Reparto della Guardia di Finanza specializzato nella lotta al crimine organizzato, 123 indagati, assieme a 333 familiari conviventi e 170 tra ditte e società ad essi riconducibili, per un totale oltre 600 soggetti, la cui posizione patrimoniale è stata passata al setaccio, in pochi mesi, dalle Fiamme Gialle, anche attraverso il prezioso ausilio investigativo del software noto con il nome di Molecola.Sotto sequestro, in particolare, 127 tra ville, appartamenti, e terreni a Torino e provincia, nel resto del Piemonte, in Lombardia, Liguria e Calabria, di proprietà o comunque riconducibili agli indagati. I sigilli sono stati apposti anche su 10 aziende (imprese edili e di autotrasporto ed una carrozzeria), come pure su più di 200 conti correnti con investimenti per oltre 2 milioni di euro e diverse cassette di sicurezza che, nei prossimi giorni, verranno aperte per verificarne il contenuto.Tra gli indagati, imprenditori, operai, piccoli commercianti ed anche pensionati, tutti con un tratto comune: non ostentare un’eccessiva ricchezza, per non tradire l’effettività e l’origine dei loro averi. E’ il caso dell’imprenditore edile che ha intestato alla suocera appartamenti per oltre 2 milioni di euro e dei due fratelli che, pur dichiarando redditi esigui, sono risultati proprietari di un’intera palazzina di 12 appartamenti in Calabria, ma anche del pensionato che, senza dare nell’occhio, effettuava spese spropositate rispetto alla pensione o ancora del disoccupato con redditi al limite della soglia di povertà, che però viveva in una lussuosa villa alle porte di Torino.Adesso, dovranno dimostrare come hanno potuto accumulare nel corso degli anni un patrimonio che, per quanto hanno meticolosamente ricostruito i Finanzieri con le loro indagini patrimoniali e finanziarie, è del tutto sproporzionato rispetto alle loro disponibilità ufficiali.