GdF: evasione fiscale da 9 milioni di euro nel trevigiano

Ernesto Bruno

Un’imponente evasione fiscale da oltre 9 milioni di euro, perpetrata da alcune imprese attive nel commercio di materiali ferrosi, è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Treviso al termine di una complessa indagine economico finanziaria – denominata “Black Iron” –  durata circa 4 anni.Si tratta di società a responsabilità limitata e di una ditta individuale, entrambe operanti nel medesimo settore commerciale e ambedue con sede a Montebelluna (TV), le quali, pur realizzando ingenti volumi d’affari, presentavano dichiarazioni con valori prossimi allo zero.Incrociando vari elementi informativi sulle banche-dati in uso al Corpo, le Fiamme Gialle trevigiane hanno così avviato una lunga indagine tributaria, condotta su tutto il territorio veneto, nonché presso destinatari e fornitori dei materiali venduti dalle imprese verificate, che ha così consentito la scoperta del meccanismo di frode. Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, infatti, a fronte di un’attività imprenditoriale economicamente forte e certamente remunerativa, peraltro contraddistinta da una contabilità apparentemente ineccepibile, in sede di presentazione annuale delle dichiarazioni fiscali emergeva ben altra situazione.Ciò era reso possibile da un ben architettato sistema di frode che prevedeva l’acquisto di materiali ferrosi, prevalentemente da imprese estere e con commesse che potevano superare anche i 100.000 euro, con conseguente rivendita degli stessi materiali sul territorio nazionale ma senza mai dichiarare i reali importi nelle transazioni in dichiarazione. Ovvio che il ricorso a forniture estere, almeno in questo caso, serviva agli evasori per rendere alquanto complessa l’eventuale ricostruzione del reale volume d’affari conseguito dalle loro imprese, anche se i loro sforzi sono poi stati vanificati. Al termine dell’indagine il rappresentante legale delle due imprese è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per dichiarazione infedele, con una sottrazione a tassazione di una base imponibile superiore ai 9 milioni di euro nonché di un’evasione dell’I.V.A. per altri 200.000 euro.