GdF: fermato scempio ambientale nel cuneese

Ivano Maccani

Il tutto è iniziato con una normale esercitazione che i finanzieri del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Cuneo stavano effettuando con le proprie unità cinofile lungo le sponde del torrente Maira ma, proprio quando la stessa esercitazione era in pieno svolgimento, si sono accorti della presenza di un grosso escavatore che operava in zona fluviale protetta ed hanno deciso di vederci chiaro scoprendo così un furto di ghiaia oltre ad altri gravi reati ambientali.

L’operazione, che ha avuto inizio nelle prime ore del mattino, ha così permesso di sventare un vero e proprio scempio ambientale che era stato perpetrato da un’impresa della zona, alla quale i finanzieri del Comando Provinciale di Cuneo sono immediatamente risaliti per accertarne la responsabilità di quanto stava accadendo e contestare così i reati commessi.

Contemporaneamente a ciò i militari della Guardia di Finanza cuneese hanno cominciato a perlustrare l’intera zona, di circa 2.000 mq., poi sottoposta a sequestro poiché nella stessa erano state depositate circa 800 tonnellate di ghiaia estratta abusivamente dal torrente Maira.

Nei confronti dell’amministratore della società sono quindi state formulate le ipotesi di furto continuato di materiale esposto alla pubblica fede, estrazione abusiva ed esecuzione di opere su area tutelata in assenza di autorizzazione. Anche i 3 mezzi utilizzati per l’estrazione della ghiaia sono stati sequestrati.

Le sorprese, però, non si erano ancora esaurite visto che nella stessa impresa le Fiamme Gialle hanno anche riscontrato il deposito e lo smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi (bitumi, scarti edilizi, pneumatici, rottami ferrosi, plastica, ceneri di rifiuti urbani, fusti di olio esausto e finanche frammenti di amianto).

Un quadro d’illegalità varie, non solo di carattere ambientale, al quale seguiva anche la scoperta di un camion e di un mini-escavatore (per un valore complessivo di circa 40.000 euro) provento di furto e ricettazione e già restituiti a legittimi proprietari.

A completare il tutto anche la denuncia di tre artigiani della zona i quali, proprio mentre i finanzieri stavano eseguendo i controlli, sono giunti sul posto per smaltire i rifiuti delle proprie attività lavorative ma senza essere provvisti della prescritta autorizzazione. Nei loro confronti si è anche proceduto al sequestro dei mezzi e di circa 18 tonnellate di materiale che, con ogni probabilità, erano destinate allo smaltimento illecito.

Dagli ulteriori approfondimenti effettuati nella medesima giornata i finanzieri, coadiuvati dai tecnici dell’ARPA di Cuneo, hanno scoperto l’esistenza di un’ex cava, anche questa posizionata lungo il Maira, che era stata utilizzata come sito occulto per l’illecito smaltimento di rifiuti, peraltro a preoccupante contatto con la falda acquifera.

Le operazioni sono concluse con la denuncia di 4 responsabili, il sequestro di oltre 8.000 tonnellate di rifiuti speciali (rintracciati in una zona estesa in 15.200 mq), nonché di 7 automezzi.