GdF: Firenze, sventato un attentato incendiario ai danni di un rimessaggio dell’Isola d’Elba

Giuseppe Magliocco

Voleva ottenere al più presto gli oltre 60.000 euro derivanti da un pregresso credito vantato nei confronti della proprietaria di uno stabilimento balneare dell’Isola d’Elba, ma proprio per riavere quei soldi indietro non si era fatto scrupolo di architettare un’azione incendiaria a scopo intimidatorio senza però sapere che i finanzieri del Comando Provinciale di Firenze stavano già monitorando i propositi suoi e quelli dei suoi complici bloccandoli prima che provocassero il disastro.
Questo è il sunto dell’operazione “Muttley”, che le fiamme gialle del capoluogo toscano hanno brillantemente concluso arrestando i cinque responsabili del progetto criminale, due dei quali sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere mentre gli altri tre agli arresti domiciliari.
La cronaca dell’operazione, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha visto come principale artefice della vicenda un imprenditore di Piombino (LI) operante nel commercio dei prodotti ittici il quale, per riavere indietro quella importante somma di denaro, unitamente ai suoi “soci” in affari si era rivolto ad un pluripregiudicato siciliano da anni residente in Francia che poi – dietro un compenso di 5.000 euro – avrebbe dato fuoco a un capannone adibito a rimessaggio di barche gestito dalla proprietaria dello stabilimento balneare elbano.
Le mosse del creditore e dei suoi complici erano però tenute sotto controllo dai finanzieri del G,I,C,O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) di Firenze i quali, con tanto di pedinamenti, appostamenti e intercettazioni telefoniche, hanno tenuto costantemente sott’occhio tutto l’evolversi della situazione sino a quando gli stessi responsabili, ormai giunti nell’imminenza della loro azione criminale, si erano ormai procurati la benzina nonché gli altri materiali d’innesco per appiccare un rogo (dai chiari segni dolosi) all’interno del rimessaggio.
I riscontri probatori forniti all’Autorità Giudiziaria inquirente, ormai divenuti schiaccianti nella loro evidenza, hanno così determinato gli immediati provvedimenti di arresto nei confronti dei “soci” ritenuti responsabili del reato di concorso in tentata estorsione, nonché per il malvivente siciliano per il quale è stato spiccato un mandato di arresto europeo ed a cui seguirà la prevista estradizione in Italia.