GdF: Firenze, tentano di corrompere i finanzieri per evitare la sospensione della licenza ma finiscono arrestati

Giuseppe Magliocco

Aveva già subito due sequestri preventivi del suo bar, per questo, visto il profilarsi di un nuovo provvedimento, ha pensato che corrompere i finanzieri potesse evitargli nuovi guai ma è invece finito agli arresti unitamente al suo complice.
È questo il riepilogo di una paradossale vicenda che ha visto per protagonisti due 40enni di nazionalità cinese i quali, proprio nei giorni scorsi, avevano rimediato una nuova denuncia dalle fiamme gialle del Comando Provinciale di Firenze in quanto nel retrobottega del bar da loro gestito i militari avevano trovato una bisca clandestina frequentata da loro connazionali.
La circostanza, che si andava ad assommare alle analoghe precedenti ma alle quali i due cinesi, di fatto, avevano continuato a fare orecchie da mercante, stava comportando la richiesta di sospensione della licenza per il titolare dell’esercizio, per questo lo stesso commerciante ha pensato di contattare telefonicamente presso il proprio Comando uno dei finanzieri che avevano operato il controllo e, con il pretesto di fornirgli importanti indicazioni di carattere investigativo, ha chiesto di incontrarlo fuori dalla caserma di via S. Reparata.
Insospettito per l’insolita richiesta il finanziere rifiutava la proposta avanzatagli, ed un altro rifiuto manifestava ancora verso una seconda richiesta di incontro che il cittadino cinese aveva avanzato chiedendo un abboccamento, stavolta presso un bar posto proprio nelle vicinanze della caserma fiorentina.
Considerata l’insistenza, il finanziere invitava comunque il cittadino cinese a conferire con lui nei luoghi e nei termini adeguati, ovvero presso gli uffici del proprio Comando di appartenenza dove il commerciante finalmente si recava accompagnato da un suo connazionale.
A conferimento finalmente iniziato, ed in presenza di altri colleghi del militare, il cittadino cinese mostrava chiaramente quali fossero le sue reali intenzioni, ovvero quelle di voler consegnare un “cadeau” per la fidanzata del finanziere a patto che potesse essere “ammorbidita” la sanzione nei suoi confronti, così da non fargli sospendere la licenza, nonché l’assicurazione di non eseguire più controlli in quel bar.
Sorpresi e non poco dai modi di quell’assai maldestra richiesta e verificato il contenuto del “cadeau” (nello specifico una borsetta griffata contenente 2.000 euro in contanti), i finanzieri presenti avvisavano della circostanza il magistrato di turno il quale, concordando con gli stessi militari, non aveva difficoltà a ravvisare il tentativo di corruzione nonché a disporre il conseguente arresto in flagranza di reato per i due responsabili.
La borsetta ed il denaro contenuto sono stati ovviamente sequestrati, e costituiranno la prova per la pubblica accusa durante il processo a cui i due saranno presto sottoposti.