GdF: frode sul fotovoltaico, 12 arresti

Leonardo Ricci

Associazione a delinquere, falso, indebita percezione di incentivi da parte dello Stato e reati ambientali; questo è quanto emerso da un’indagine che la Guardia di Finanza di Brindisi ha eseguito sotto la direzione della locale procura della Repubblica e che ha portato in carcere 12 persone.Secondo gli inquirenti, i responsabili della vicenda, nella quale sono complessivamente coinvolte 24 persone oltre a 8 società a responsabilità limitata, un’associazione a delinquere era stata costituita sul territorio brindisino per realizzare 27 parchi fotovoltaici aventi una potenza totale di 37 megawatt, anche se non era la produzione di energia ad interessare principalmente i fautori dell’opera.L’ambizioso progetto, da realizzarsi su un’area di circa 120 ettari, puntava infatti all’ottenimento dei previsti contributi stanziati dallo Stato per gli impianti di produzione energetica derivanti dalle c.d. “fonti rinnovabili”, ma per far ciò i responsabili hanno messo in atto alcuni stratagemmi documentali senza i quali non avrebbero potuto ottenere quei sostanziosi incentivi.Lo stesso impianto, dal valore stimato in 150 milioni di euro, era stato realizzato su una proprietà che era stata frazionata artificiosamente e imputata a una società di comodo, tutto ciò con lo scopo di eludere l’attuale normativa che prevede un’autorizzazione regionale per gli impianti di questo tipo aventi potenza superiore ad 1 megawatt.Allo stesso quadro truffaldino, peraltro, si affianca il fatto che l’intera opera di istallazione dell’impianto ha comportato la modificazione radicale di terreni che, invece, era stati destinati alla produzione agricola secondo i piani ambientali territoriali.Al termine delle operazioni gli uomini della Guardia di Finanza brindisina, coadiuvati dal personale dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato, hanno messo sotto sequestro 27 impianti fotovoltaici.Oltre alla denuncia dei responsabili sono già state avviate le procedure di sequestro (finalizzato alla successiva confisca per equivalente) di beni nelle disponibilità dei responsabili e delle società a loro collegate per 7 milioni di euro.Altri 303 milioni di euro, vale a dire la somma di incentivi statali non ancora erogata ai truffatori, sono stati bloccati presso il Gestore dei Servizi Energetici.