GdF: giro di denaro sporco a Pescara

Gian Luca Berruti

Due bar, un ristorante, un pub e una panetteria, tutti esercizi commerciali di pregio e tutti ubicati a Pescara, sono stati sequestrati dai finanzieri del locale Comando Provinciale e dagli agenti della Questura pescarese perché frutto di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite.Guardia di Finanza e Polizia di Stato, tra l’altro, hanno posto sotto sequestro anche quattro società di capitali e i saldi di conto corrente riconducibili alle persone fisiche e giuridiche implicate nell’indagine.Secondo quanto accertato dagli investigatori, i componenti di una famiglia foggiana, insediatasi a Pescara all’inizio degli anni 2000, avevano rilevato in breve tempo esercizi commerciali cittadini ristrutturandoli completamente sino a farli divenire tra i più noti e frequentati della città adriatica.Sin qui nulla di anormale, se non fosse per il fatto che le capacità economiche necessarie per costituire in così breve tempo un’attività commerciale così florida non erano affatto in linea con le posizioni reddituali degli imprenditori indagati o dei ricavi d’impresa conseguiti.Sono così dunque scattate approfondite indagini le quali, sfruttando le peculiari caratteristiche dei finanzieri in tema di accertamenti patrimoniali, così come quelle dei poliziotti per quel che riguarda i rapporti intercorrenti fra i soggetti indagati e la malavita organizzata, hanno rilevato l’esistenza di un vasto giro di denaro “sporco” e alla cui fonte, infatti, compaiono gli esponenti di una nota famiglia mafiosa del foggiano, peraltro implicata in un processo ancora in corso.

Il valore degli esercizi e delle disponibilità finanziarie sequestrate è ancora in corso di esatta quantificazione, anche se non è difficile immaginare che lo stesso si aggiri su parecchi milioni di euro.