GdF, La Spezia: tre arresti per "riduzione in schiavitù"

giovanni de roma

Avevano ridotto delle loro connazionali in schiavitù costringendole a prostituirsi in strada sotto la minaccia di riti voodoo, ma sono state arrestate dai finanzieri del Comando Provinciale di La Spezia.

E’ questo l’epilogo di un servizio condotto dalle fiamme gialle spezzine, sviluppatosi a seguito di una denuncia presentata da una giovane nigeriana ormai in balia di tre “madame”, anche’esse nigeriane, tutte molto attive nello sfruttamento della prostituzione.

La ragazza ha così raccontato ai finanzieri di essere stata fatta immigrare illegalmente in Italia con la promessa di un onesto lavoro, per poi ritrovarsi dal suo piccolo villaggio direttamente nelle mani delle sue “padrone” che l’hanno materialmente costretta a prostituirsi dietro minaccia di morte o di gravi malattie.

La pratica è nota, si tratta di assoggettare psicologicamente le vittime tramite riti di “magia nera” ancora molto diffusi tra le popolazioni africane, per liberarsi dei quali (molto più concretamente) occorre restituire del denaro ai propri aguzzini che, nel caso specifico, era fissato nella somma di 70.000 euro.

Ascoltato il racconto della malcapitata, i finanzieri hanno così avviato la propria indagine con tanto di pedinamenti e intercettazioni telefoniche, a seguito delle quali il quadro incriminatorio nei confronti delle responsabili di quel turpe traffico è emerso chiaramente.

I reati che ora l’Autorità Giudiziaria contesta alle tre “madame” vanno dal favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina sino alla tratta di esseri umani ed alla riduzione in schiavitù.

Per sfruttamento della prostituzione risulta indagato in stato di libertà anche un cittadino italiano, ritenuto dagli inquirenti un fiancheggiatore delle tre nigeriane.