GdF: Lecce e Brindisi, sgominata banda italo-albanese di trafficanti internazionali di droga

Enrico Fiorenza

Sono quattro i componenti d’una banda italo-albanese di trafficanti internazionali di droga arrestati oggi dai finanzieri dei Comandi Provinciali di Brindisi e Lecce, al termine dell’operazione convenzionalmente denominata “Bogotá” coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino e dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia.
L’indagine delle fiamme gialle pugliesi, condotta anche attraverso le più avanzate risorse tecnologiche oggi a disposizione delle Forze di Polizia, era stata peraltro anticipata da svariati interventi repressivi che avevano già permesso di sequestrare al gruppo criminale ed ai loro sodali quasi 700 kg. droghe tra marijuana, hashish, cocaina ed eroina; il tutto a dimostrazione della loro “versatilità” nei traffici illeciti delle varie sostanze in ragione delle varie “esigenze” del mercato, nonché di numerosi mezzi utilizzati per il trasporto della droga (imbarcazioni, furgoni e autovetture dotate di doppifondi).
Nel corso di queste stesse operazioni 10 persone erano state arrestate in flagranza di reato, ma c’è voluta un’apposita indagine per scoprire il reale raggio d’azione di questa organizzazione nonché di come questa fosse strutturata in più articolazioni le quali, partendo dalle provincie di Lecce e Brindisi, vantavano “proiezioni operative” ben al di fuori delle zone d’origine con “business” in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Basilicata e finanche in Belgio; paese nel quale usavano approvvigionarsi di ingenti quantitativi di cocaina che poi smerciavano sulle piazze locali dello spaccio clandestino.
Sempre nel corso delle indagini condotte nei riguardi di questi trafficanti, i finanzieri hanno altresì scoperto come l’organizzazione da loro capeggiata facesse in alcuni casi anche da “supporto logistico” per altri gruppi criminali stanziati in Albania, nello specifico individuando immobili ove custodire temporaneamente i carichi di droga sbarcati via mare in Italia, fornendo alloggio per gli scafisti o per la manovalanza impiegata nelle operazioni di sbarco e, ove necessario, provvedendo anche al reperimento automezzi con tanto di autisti per far giungere le partite di stupefacenti verso varie destinazioni del territorio nazionale.
Gli arrestati, due dei quali sono stati condotti in carcere mentre per gli altri due sono stati disposti gli arresti domiciliari, hanno età comprese tra i 49 ed i 35 anni mentre ammontano a 51 i soggetti complessivamente coinvolti nella vicenda.