GdF: Livorno, colf e bandanti “evasori totali”. Scoperti 75 collaboratori domestici che non avevano dichiarato i loro redditi all’erario

Enrico Fiorenza

Sono 75 le colf e le badanti, in larga parte donne provenienti dall’Est Europa, che la Guardia di Finanza di Livorno ha scoperto come “evasori totali” poiché hanno percepito – tra il 2010 ed il 2015 – guadagni per 3 mln. di euro senza però presentare alcuna dichiarazione dei redditi.
I collaboratori domestici in questione, operanti in vari comuni della provincia labronica, prestano assistenza nei confronti di anziani, disabili e persone bisognose di cure fisiche e domestiche, percependo per il loro lavoro compensi per i quali la legge impone comunque l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.
L’operazione della GDF livornese ha preso spunto da un controllo fiscale eseguito nei confronti di un imprenditore della zona, nel corso del quale era stato constatato l’impiego di due domestici filippini i quali – benché dallo stesso imprenditore regolarmente assunti – risultavano però inottemperanti ai previsti obblighi dichiarativi.
Intuendo che tale anomalia potesse riguardare un numero ben più consistente di collaboratori domestici, i finanzieri hanno così iniziato a passare al setaccio le posizioni fiscali di domestici e collaboratori vari fiscalmente residenti nel territorio di propria competenza, individuati anche grazie alla preziosa collaborazione resa dalla Direzione Provinciale dell’INPS.
Da questo incrocio di dati è così emerso che 75 collaboratori domestici – con redditi medi stimati in circa 40.000 euro ciascuno – avevano evaso imposte per oltre 200.000 euro (oltre a sanzioni e interessi).
Russa, moldava e romena sono le nazionalità di larga parte delle collaboratici inottemperanti scoperte dai finanzieri, persone che avevano maturato una posizione contributiva ai fini pensionistici, oltre al diritto di servizi forniti dallo Stato come quello dell’assistenza sanitaria, pur senza aver corrisposto al riguardo alcuna imposta.
L’attività ispettiva in questione ha dunque permesso all’Agenzia delle Entrate di emettere già oltre 50 avvisi di accertamento, a fronte dei quali molti destinatari hanno già provveduto a sanare il proprio debito con l’Erario in totale quiescenza o nell’ambito dell’istituto dell’accertamento con adesione.
Proprio al riguardo, la Guardia di Finanza ricorda che per queste categorie il proprio datore di lavoro non funge da sostituto d’imposta, anche se dagli stessi percepiscono una retribuzione assimilata a reddito di lavoro subordinato.
Colf e badanti, infatti, sono tenuti a presentare la prevista dichiarazione dei redditi ed a pagare le imposte in proporzione a quanto dichiarato.
I controlli al riguardo stanno comunque proseguendo ed allargandosi sulle relative posizioni I.S.E.E., ciò al fine di appurare l’eventuale e indebita erogazione di prestazioni sociali agevolate rese nei confronti dei lavoratori stranieri coinvolti nella vicenda.