GdF: Lodi, operazione “carioca” false residenze per cittadini extracomunitari e appalti truccati per gli autovelox

Giuseppe Magliocco

Sono 5 le persone finite agli arresti domiciliari, tra le quali figurano funzionari pubblici e imprenditori, accusate di corruzione per aver fatto ottenere la cittadinanza italiana a circa 500 brasiliani che non ne avevano titolo.

A smascherare il gruppo, al cui interno operava anche il comandante dei Vigili Urbani e un ufficiale di stato civile di un comune della bassa lodigiana, nonché il titolare d’origine brasiliana di un’agenzia per il disbrigo pratiche, sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Lodi al termine dell’operazione “Carioca”.

I responsabili arrestati, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, avevano messo in piedi un articolato sistema attraverso il quale soggetti provenienti dal Brasile riuscivano ad ottenere facilmente la cittadinanza italiana eludendo la vigente normativa.

Il modus operandi, in pratica, consisteva nell’attestare falsamente la presenza dei richiedenti presso domicili e abitazioni nelle disponibilità degli imprenditori coinvolti, oppure di concordare con gli stessi richiedenti i giorni e gli orari in cui i pubblici ufficiali infedeli li avrebbero trovati presso i domicili dichiarati.

Il giochetto in questione costava ai brasiliani desiderosi di diventare italiani una somma tra i 3.500 ed i 5.000 euro – 1.250 dei quali finivano direttamente nelle tasche degli ufficiali incaricati del controllo – ma che poi gli garantiva senza ulteriori problemi la cittadinanza.

Al riguardo giova precisare che la normativa del settore permette ai cittadini brasiliani di ottenere immediatamente la cittadinanza italiana – anche in virtù del c.d. “Ius sanguinins” – purché esistano determinati presupposti volti a impedire i sempre possibili abusi. La stessa cittadinanza dà poi modo di ottenere il passaporto italiano grazie al quale è poi possibile spostarsi in altri Paesi dell’Unione Europea, senza il bisogno di sottostare ad altre formalità e vincoli.

Nel corso delle medesime indagini i finanzieri lodigiani hanno altresì scoperto un altro episodio corruttivo, perpetrato dal comandante incriminato e dal titolare di una ditta specializzata nel noleggio di autovelox, che veniva ed essere indebitamente favorita nella concessione diretta del servizio di rilevamento della velocità stradale e delle relative verbalizzazioni.

Da rilevare, a margine dell’operazione, come i militari delle fiamme gialle abbiano rinvenuto e sequestrato circa 900.000 euro in contanti nel corso delle perquisizioni, denaro che era stato occultato dai responsabili all’interno di abitazioni e cascine, a riprova di quanto fosse certamente “remunerativa” la loro illecita attività.