GdF, lotta al falso: 40 milioni di pezzi sequestrati nel Lazio

leonardo Ricci

Sono preoccupanti i dati diffusi oggi dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma sulla c.d. “lotta al falso” che le fiamme gialle, in sinergia con la Prefettura, le associazioni commercianti, gli Enti Locali e le tre Università Pubbliche, stanno conducendo su tutto il territorio laziale.

Nei primi 10 mesi dell’anno, infatti, la Guardia di Finanza di Roma ha già condotto oltre 1.100 operazioni, sequestrato 40,6 milioni di pezzi di merce con marchio di fabbrica contraffatto o con falso marchio “made in Italy”, ai quali si aggiungono un’infinità di prodotti non sicuri, pervenendo alla contestuale denuncia di 736 persone, di cui 3 in stato di arresto.

Di particolare interesse è stata l’operazione che i finanzieri capitolini hanno condotto nei confronti di un’organizzazione dedita alla produzione e alla successiva commercializzazione di prodotti cosmetici e profumi contraffatti.

Dopo mesi d’indagini i finanzieri sono riusciti ad individuare e chiudere un laboratorio clandestino, dotato di macchinari, contenitori di essenze ed ingredienti per la preparazione di profumi, creme, smalti e trucchi vari, tutti riprodotti con il marchio di fabbrica “rigorosamente” contraffatto.

Grazie a quest’ultima operazione le fiamme gialle sono riuscite a sottrarre dal mercato oltre 5.000.000 di confezioni, riportanti le griffe più famose del mercato, quali “Dolce & Gabbana”, “Hugo Boss”, “Just Cavalli”, “Opium”, “Dior”, “Chanel”, “Lacoste”, “Armani”, “Calvin Klein” e “Farenheit.

L’analisi chimica dei prodotti sequestrati ha rilevato la presenza, in molti casi, di sostanze tossiche come il toluene e il benzene (quest’ultimo classificato come cancerogeno e mutageno).

Al termine della stessa operazione, i militari hanno denunciato alla locale Autorità Giudiziaria 33 persone, fra le quali figurano anche i titolari di alcuni esercizi commerciali della Capitale.

Non meno intensa è stata l’azione di contrasto condotta presso gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, scali presso i quali i finanzieri, nel corso dei controlli che ogni giorno eseguono con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno intercettato alcuni carichi (provenienti dalla Cina e diretti a operatori economici nazionali) di smartphone, palmari, componentistica e batterie per cellulari con i marchi contraffatti di “Apple”, “Motorola”, “Nokia”, “Samsung” e “Blackberry”.

Anche in questo caso le perizie chimiche eseguite sugli oltre 31.000 pezzi sequestrati hanno rivelato la presenza di nichel e litio in percentuali molto maggiori rispetto a quelle consentite e che, proprio per questo, sono ritenute altamente dannose per gli utilizzatori.

Cambiando settore merceologico, spicca il sequestro di 35.000 pezzi di ricambio per autoveicoli (cinghie di trasmissione, cinghie servizi, telecomandi, kit di manutenzione, etc.) effettuato presso l’aeroporto “Leonardo Da Vinci”. Anche in questo caso i pezzi riprodotti presentavano i marchi delle più note case automobilistiche come “BMW”, “Mercedes”, “Volvo”, “Audi”, “Renault”, “Toyota” e “Fiat”.

A far da corollario a questa lunga serie di sequestri, si inseriscono anche altre due operazioni che hanno consentito il sequestro di oltre 22 milioni di calze sportive, rinvenute in due magazzini gestiti da imprenditori cinesi. I capi in questione, nel caso specifico, erano stati fabbricati con una composizione di fibra tessile ben diversa da quella dichiarata in etichetta.