GdF, maxi sequestro ai vertici di “cosa nostra”

Tiziana Montalbano

Oltre 300 milioni di euro fra beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo in esecuzione di diversi provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo siciliano. Si tratta di patrimoni appartenenti ad esponenti e fiancheggiatori di “cosa nostra” operanti nella provincia palermitana, tra i quali compare anche Salvatore Biondino, meglio conosciuto come l’ex autista di Totò Riina. Le indagini economico-patrimoniali condotte dalla Guardia di Finanza palermitana hanno riguardato una settantina di aziende e persone, fra le quali spiccano i fratelli Pipitone ed alcuni loro affiliati, tutti accusati di aver operato con l’ex superlatitante di mafia Salvatore Lo Piccolo. Difficile l’opera di individuazione dei beni sequestrati che ha richiesto una articolata attività di analisi contabile e bancaria, resasi necessaria anche per sciogliere il fitto intreccio di ‘prestanome’ ai quali erano stati intestati i beni. Fra le molte attività sequestrate dalle Fiamme Gialle sono presenti anche esercizi commerciali di frutta e verdura, imprese di trasporto merci su strada, di costruzione edifici, di installazione impianti idraulico-sanitari, ecc., a testimonianza di come la mafia tenti continuamente di infiltrarsi e di radicarsi nel tessuto economico-produttivo del Paese.