GdF: operazione "Broadway" contro il riciclaggio internazionale

redazione

Nella giornata di ieri i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza hanno eseguito nr. 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Roma, nei confronti di imprenditori che operavano nel settore dell’intermediazione finanziaria.

Sono più di cinquanta i finanzieri che da ieri sono impegnati nella vasta operazione, che ha portato anche al sequestro di conti correnti, immobili di prestigio, attività economiche e quote societarie per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro.

Le indagini, nel cui ambito sono indagate a vario titolo 22 persone, hanno riguardato un’articolata organizzazione criminale con ramificazioni negli Stati Uniti d’America (Florida) dove gli investigatori hanno individuato i beni e le attività economiche in cui venivano riciclati gli illeciti profitti raccolti attraverso l’abusivo esercizio dell’attività finanziaria. Due cittadini italiani (V.M. e L.L.), residenti a Miami, avevano il compito di gestire, per conto dell’associazione criminale, i proventi illeciti raccolti in Italia. E’ in corso la rogatoria internazionale per l’arresto dei citati cittadini italiani, e per il sequestro dei beni e delle attività economiche nei quali tali profitti sono stati investiti, tra cui un famoso ristorante a Miami Beach.

L’operazione “BROADWAY” si inserisce nell’ambito di una più ampia attività di controllo che il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria sta compiendo – anche attraverso ispezioni antiriciclaggio – nei confronti di soggetti che operano nel settore dell’intermediazione finanziaria ed in particolare dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi (c.d. confidi).

Le indagini hanno consentito di accertare che i membri dell’organizzazione, capeggiata da un cinquantenne imprenditore romano (C.P.D.), hanno utilizzato – al fine dell’illecita raccolta di capitali – società finanziarie e confidi, privi dei requisiti economico-patrimoniali previsti dalla legge, per l’abusivo rilascio di polizze fideiussorie sia nei confronti di privati contraenti, che di enti pubblici (tra cui vari Comuni e alcuni uffici dell’Agenzia dell’Entrate), così apportando pericolosi elementi di squilibrio alla solidità e alla stabilità del mercato.

Al fine di ottenere la prevista autorizzazione ad operare, le società coinvolte hanno prodotto documentazione fittizia e fornito false comunicazioni all’Autorità di vigilanza (Banca d’Italia), sia in sede di richiesta di iscrizione al relativo elenco degli intermediari abilitati, sia nelle successive fasi di controllo da parte della citata Autorità.

Da una preliminare stima, basata non solo sulla documentazione acquisita nel corso delle indagini, ma anche sulle risultanze dell’attività ispettiva antiriciclaggio svolta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria su uno dei confidi interessati, è risultato che l’illecito sodalizio, attraverso l’emissione di più di 5.000 polizze fideiussorie, ha raccolto premi per oltre 11 milioni di euro, a fronte di un capitale garantito di oltre 750 milioni di euro.