GdF: pagati per interventi chirurgici mai eseguiti, denunciati due ginecologi

Ernesto Bruno

Compensi versati dal Servizio Sanitario Nazionale, prestazioni ospedaliere “libere” dal pagamento dei ticket e liste d’attesa che per particolari pazienti diventavano brevissime, il tutto contornato da un danno erariale quantificato in oltre due milioni di euro.Sono questi gli elementi essenziali di due distinti filoni d’inchiesta che i finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno condotto nei confronti di un medico, stimato professore del campo ginecologico, responsabile pro tempore della Clinica Ginecologica della locale Azienda Ospedaliera.Le stesse indagini sono state avviate, su delega della Procura della Corte dei Conti, in ragione di numerosi interventi chirurgici sui quali il medico aveva percepito sostanziosi compensi tra il 2006 e il 2008, pur non avendo di fatto eseguito alcuna prestazione.Il tutto era scaturito da una notizia in base alla quale lo stesso medico, benché volato a Shanghai per un convegno in materia di ginecologia, sarebbe però stato formalmente presente durante un intervento chirurgico, per il quale avrebbe poi percepito il relativo onorario. I successivi accertamenti espletati dalle Fiamme Gialle padovane hanno messo in luce come la circostanza non fosse un episodio sporadico, ma una vera e propria consuetudine.Anche il secondo filone della medesima indagine non è stato avaro di sorprese visto che sempre lo stesso medico, questa volta “assistito” dal figlio anch’egli medico, non si faceva pagare alcunché dalle pazienti che aveva in cura presso il suo studio privato; nemmeno per quelle prestazioni rese in regime ospedaliero che, ovviamente, avrebbero dovuto essere a loro carico. In buona sostanza, a fronte del pagamento di alcune visite private, il professore non solo garantiva l’esonero del pagamento dei ticket sanitari e delle altre prestazioni che dovevano essere versate all’Azienda Ospedaliera, ma assicurava anche la priorità delle prestazioni sanitarie rese in struttura ospedaliera pubblica rispetto alle sempre piuttosto lunghe liste di attesa.L’attività di indagine della Guardia di Finanza padovana si è conclusa con la denuncia alla Corte dei Conti dei 2 medici, accusati di aver generato – nel periodo compreso tra il 2003 e il 2010 – un danno al bilancio della Sanità Pubblica Regionale di oltre 2.000.000 di euro.