GdF, porto di Gioia Tauro: sequestrate 2900 biciclette cinesi contraffatte

Leonardo Ricci

2.900 biciclette per bambini recanti il marchio contraffatto di una nota casa produttrice del settore sono state sequestrate al porto di Gioia Tauro (RC) dai finanzieri del locale Gruppo, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane.L’individuazione delle bici con il marchio di produzione taroccato, che erano trasportate all’interno di due container imbarcati al porto cinese di Tianjin Xingang, è stata possibile grazie al serrato incrocio di dati documentali che finanzieri e doganieri effettuano ogni giorno su rotte, merci e provenienze considerate “a rischio”.La merce, formalmente destinata in Egitto, ha un valore che supera gli 80.000 euro e, prima di essere sequestrata, è stata sottoposta ad accertamenti periziali da parte dei tecnici della società titolare del marchio (quello originale ovviamente).Gli stessi tecnici hanno presto confermato i sospetti iniziali dei militari operanti, e il sequestro dei 1.450 colli nei quali erano state imballate le bici-fake è scattato come logica conseguenza.Le bici in questione, del tutto prive dei requisiti di sicurezza previsti dalle severe normative europee, sarebbero finite sul mercato con possibili conseguenze per i loro piccoli utilizzatori. Da non sottovalutare che, anche una semplice bicicletta, è un veicolo a tutti gli effetti ed è per questo facile comprendere il perché la loro produzione debba conformarsi a precisi requisiti tecnici atti a garantirne le condizioni minime di sicurezza.I militari della Guardia di Finanza non hanno comunque chiuso il cerchio delle operazioni, per questo sono ancora in corso indagini volte a individuare i responsabili del traffico in questione.