GdF Potenza: “Operazione Alveare"

Roberto Imbastaro

In data odierna si è conclusa una articolata attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti che ha avuto inizio nel mese di febbraio del 2007, quando, a seguito del sequestro di circa un chilo di hashish nei confronti di due soggetti tratti in arresto, operato nell’ambito della capillare attività di controllo del territorio lucano lungo una principale arteria stradale che collega la Basilicata alla limitrofa regione Campania, furono acquisiti determinanti elementi che facevano presagire una capillare rete di smistamento della droga.  Attraverso lo sviluppo e l’implementazione degli esiti di una serie di attività investigative quali pedinamenti, appostamenti, indagini tecniche e riscontri telefonici, è stata individuata una rete di approvvigionamento di sostanze stupefacenti del tipo hashish, marijuana, kobret, crack, cocaina ed eroina, posta in essere da più persone, per lo più giovani disoccupati e studenti, che avevano individuato nella droga, una comoda alternativa al lavoro per procurarsi i mezzi finanziari per il consumo personale e per altre spese voluttuarie.  Le attività investigative sono state coordinate dalla Procura Distrettuale presso il Tribunale di Potenza che, sulla scorta delle risultanze investigative emerse, ha richiesto l’emissione di misure cautelari all’ufficio del GIP presso il medesimo Tribunale. Il Giudice ha integralmente concordato con quanto richiesto dal Magistrato inquirente, emettendo i provvedimenti cautelari in esecuzione. Sono complessivamente 45 le misure cautelari emesse, di cui 24 in carcere, 10 arresti domiciliari e 11 con obbligo di dimora nel comune di residenza, a carico di altrettanti soggetti, uomini e donne, che dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico, produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti e di spaccio di ingenti quantità di droga. Numerosi gli elementi di interesse emersi nel corso dell’attività di indagine.In una soffitta in uso ad un ventenne è stata scoperta una vera serra per la coltivazione delle piante di canapa indiana, dotata di luce alogena ad elevato voltaggio e di specifica tappezzeria rifrangente idonea a ricostruire l’habitat ideale alla crescita delle piante.  Un’ulteriore serra artigianale e domestica è stata scoperta in una abitazione rurale condotta da un giovane diciannovenne. In questo caso è stato accertato che la madre dello stesso era pienamente a conoscenza dell’attività del figlio,  dispensando, addirittura, indicazioni sulla crescita delle piante, nonché consigli sulla condotta da tenere nei confronti di fornitori di stupefacente di scarsa qualità ovvero di clienti non in regola con i pagamenti. Un garage, viceversa, in uso ad un diciottenne, veniva individuato quale luogo abituale ove un gruppo di ragazzi avevano creato una vera e propria base operativa per lo stoccaggio, il frazionamento, lo spaccio ed il consumo di sostanze stupefacenti.  Di particolare interesse è risultata la decrittazione del gergo in uso tra gli spacciatori che  ha evidenziato l’intento consapevolmente criminale. Ancora una volta il Corpo ha alzato un muro difensivo per contrastare le minacce di penetrazione criminale da parte di organizzazioni operanti in altre zone e che sono alla costante ricerca di sempre nuovi mercati di sbocco.