GdF: prodotti con false attestazioni "CE", sequestrati 11 mila articoli

Ernesto Bruno

Oltre 11 milioni di accessori e articoli vari tra casalinghi, articoli di ferramenta, prodotti per l’igiene personale e la cosmesi, cancelleria e giocattoli per i più piccoli, tutti importati dal Sud-Est Asiatico, sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Padova al termine di un’indagine condotta nel campo della tutela dei consumatori.La merce in questione, tutta importata con false dichiarazioni che ne attestavano la conformità ai severi standard di sicurezza imposti dalla normativa europea (garantita dal noto marchio CE), erano giunti in Italia dalla Cina per essere rivenduti a prezzi low cost ai danni di ignari consumatori.Le indagini delle Fiamme Gialle erano partite nel dicembre scorso dopo che i militari, all’interno di magazzino dell’hinterland padovano, avevano rinvenuto un migliaio di prodotti casalinghi recanti una falsa marcatura “CE”. I successivi accertamenti coordinati dall’Autorità Giudiziaria e condotti anche avvalendosi della cooperazione internazionale curata dai Reparti del Comando Generale del Corpo, hanno consentito di scoprire i modus operandi adottati dai membri dell’organizzazione criminale per introdurre nel nostro paese tali prodotti, nonché di sequestrare l’intero quantitativo di merce non sicura.La ricostruzione dei flussi commerciali e le risultanze investigative acquisite sul conto delle società estere coinvolte, hanno così permesso ai finanzieri di accertare come praticamente tutta a documentazione al seguito di questi prodotti provenienti dalla Cina, in realtà, era stata rilasciata da organismi non abilitati a certificare la regolarità dei prodotti, se non addirittura inesistenti.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, i falsi documenti di conformità venivano utilizzati dai membri dell’organizzazione per superare i controlli doganali e farli arrivare indisturbati presso i loro magazzini prima della successiva commercializzazione su larga scala.Gli stessi prodotti, infatti,  erano smistati nei negozi di tutta Italia dove venivano venduti, a prezzi bassissimi, come prodotti garantiti da certificazioni di sicurezza, ma che ai previsti controlli di sicurezza non erano mai stati sottoposti e dunque potenzialmente pericolosi se non addirittura nocivi per i consumatori.I tre cittadini di etnia cinese ritenuti responsabili dell’illecito traffico e che in poco tempo, oltre a sbaragliare la concorrenza, avevano realizzato un volume d’affari stimato in oltre 6 milioni di euro, sono stati denunciati per associazione a delinquere e frode nell’esercizio del commercio.Nei confronti delle società coinvolte nell’inchiesta, di concerto con l’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane, è stato imposto il blocco delle importazioni effettuate dalle stesse imprese effettuate, al fine di impedire che merci non sicure, come quella rinvenuta nel corso di quest’ultima operazione, possa in futuro giungere ancora sul territorio nazionale.