GDF: Roma, arrestato Andrea Rollero, pericoloso narcotrafficante latitante da 8 mesi

Gabriel Romitelli

E’ stato arrestato stamani dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma Andrea Rollero, 33 anni, latitante da 8 mesi e ritenuto uno dei più pericolosi trafficanti di droga operanti sul territorio nazionale.

Andrea Rollero, che tra l’altro è referente delle temute cosche di ‘ndrangheta dei Pelle-Nirta-Giorgi, egemoni nel territorio di San Luca (RC), era già stato inserito fra i catturandi nelle operazioni “Buena Hora” e “Codice San Luca”, che portarono in carcere 35 soggetti accusati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di molteplici reati, con l’aggravante di aver favorito gli interessi criminali della ‘ndrangheta calabrese.

Andrea Rollero, che negli ultimi 8 mesi aveva dimorato nel quartiere capitolino di “Primavalle”, è stato fermato dai finanzieri presso la stazione “Battistini” della metropolitana mentre era intento a parlare con un altro pregiudicato.

Al momento del fermo intimatogli delle fiamme gialle il Rollero non si è scomposto minimamente, e pensando di farla franca anche stavolta ha esibito ai militari dei documenti d’identità falsi intestati ad un ignaro impiegato di banca del tutto estraneo alla vicenda.

La calma ostentata dal latitante, e l’ottima fattura con i quali erano stati riprodotti i documenti d’identità che aveva con sé, non hanno però tratto in inganno i finanzieri i quali, andando praticamente a colpo sicuro dopo una lunga serie di pedinamenti e appostamenti, lo hanno subito tratto in arresto dopo aver approntato allo scopo un’adeguata cornice di sicurezza.

Da rilevare che Andrea Rollero è il nipote di Marco Torello Rollero, arrestato lo scorso aprile in Marocco e sino ad allora ritenuto dagli investigatori una vera e propria “primula rossa” del traffico internazionale di stupefacenti.

Secondo gli inquirenti i due Rollero, considerati gli strettissimi rapporti d’affari da tempo intercorrenti con le cosche ‘ndranghetiste per i quali facevano da tramite, riuscivano a importare in Italia sino a 1.000 kg. di droga a settimana; un dato che da solo rende già l’idea della loro pericolosità criminale.

Il nipote Andrea, nonostante la sua giovane età, grazie ai “buoni uffici” del più noto zio, era comunque riuscito a rilevarne il ruolo sino a essere considerato dalle grandi organizzazioni di stampo mafioso, ed anche dalla malavita romana, un fornitore nonché un intermediario affidabile per l’acquisto di ingenti partite di droga provenienti dall’Africa e dal Sudamerica.

Le indagini della Guardia di Finanza stanno comunque proseguendo al fine di individuare l’esistenza di una rete di connivenze e favoreggiamenti vari che gli hanno consentito questo consistente periodo di latitanza nella Capitale.