GdF, Roma: scoperta truffa a danno dell’INPS

Gian Luca Berruti

Dalle prime ore di stamani i finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione a 35 provvedimenti di sequestro relativi alla documentazione di altrettanti Centri di Assistenza Fiscale (C.A.F.) siti nella Capitale.Le indagini dei finanzieri del locale Nucleo di Polizia Tributaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono state avviate a seguito di una denuncia sporta dalla Direzione Centrale Ispettorato Audit e Sicurezza dell’I.N.P.S.Nella stessa denuncia erano state evidenziate potenziali truffe commesse in danno dell’Ente assistenziale durante il triennio 2008-2010, a causa dell’indebito conseguimento di prestazioni sociali agevolate avvenute attraverso la presentazione – per il tramite di C.A.F. abilitati – di dichiarazioni sostitutive uniche (D.S.U.) contenti dati alterati e false attestazioni presentate da privati cittadini.Le dichiarazioni sostitutive uniche, come noto, contengono informazioni sul reddito nonché sul patrimonio dei dichiaranti, e servono a calcolare degli specifici indicatori sulla base dei quali lo Stato individua i soggetti cui spetta l’erogazione di prestazioni sociali agevolate (es. esenzione di ticket sanitari, esenzione quote mense scolastiche, ecc). Tali dichiarazioni, infatti, possono essere presentate dai cittadini attraverso i C.A.F. che hanno stipulato apposite convenzioni con le Amministrazioni dello Stato interessate e che, proprio per tale attività, percepiscono un compenso.Nel corso delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza capitolina, sarebbe però stata accertata la presentazione di circa 40.000 dichiarazioni sostitutive irregolari, i cui fascicoli sono stati oggi sottoposti a sequestro dai militari per essere successivamente esaminati dall’Autorità Giudiziaria inquirente, al fine di riscontrare quali e quante prestazioni sociali agevolate sono state indebitamente erogate in favore di soggetti che non avevano titolo a fruirne. Tra le irregolarità riscontrate, vi sono casi di D.S.U. apparentemente presentate da soggetti deceduti, e finanche dalla stessa persona tramite contestuale presentazione presso diversi C.A.F. Ulteriori accertamenti sono effettuati anche verso i cospicui compensi (pari a circa due milioni di euro), che i C.A.F. abilitati hanno percepito nell’arco del triennio dall’I.N.P.S. per la trattazione e l’inoltro delle 40.000 false dichiarazioni sostitutive.