GdF, Rovigo: truffa telefonica da oltre 100 mila euro

Ernesto Bruno
Un’ingegnosa tuffa, che ha coinvolto più di 40.000 lettori e che era stata perpetrata attraverso noti settimanali a tiratura nazionale, è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Rovigo che sono riusciti anche a recuperare i “profitti” del raggiro ammontanti a oltre 100.000 euro.  
Il sistema truffaldino era stato messo in atto attraverso dei coupon inseriti nelle riviste, con i quali si faceva credere ai lettori di aver vinto interessanti premi messi in palio dalla società organizzatrice, quest’ultima avente sede a Porto Viro (RO).
Per la scelta e l’acquisizione dei premi, gli utenti dovevano dapprima chiamare un numero telefonico (indicato come a tariffazione ordinaria), mentre subito dopo una “voce guida” li invitava a comporre un altro numero (questo a tariffazione speciale) senza però mai indicare tale particolare. 
Il concorso, di fatto, terminava qui poiché i concorrenti – oltre a vedersi addebitare in bolletta il costo del numero a tariffazione speciale – dei premi promessi non vedevano più nemmeno l’ombra.
Grazie alla collaborazione di numerosi consumatori sentitisi danneggiati, dei servizi televisivi che la nota trasmissione “Le Iene” aveva realizzato sulla strana vicenda, nonché della disponibilità resa agli investigatori della Guardia di Finanza delle compagnie telefoniche interessate, il responsabile della truffa è stato finalmente individuato.
Dietro la società britannica, in realtà, si celava un padovano già noto agli inquirenti per aver messo in atto “avventure” sullo stesso genere.
Stavolta, però, la fortuna non l’ha aiutato visto che le Fiamme Gialle hanno individuato presso una banca milanese i proventi di quest’ultima truffa proprio mentre stavano transitando su un conto corrente di passaggio.
Da notare che l’individuazione della somma raggirata è avvenuta in coincidenza del periodo in cui il truffatore si trovava agli arresti su ordine della Magistratura polacca, questo per un’altra presunta truffa commessa nei confronti di alcuni fornitori di merci. 
Quella perdita di tempo, unita al certosino lavoro di ricostruzione dei fatti compiuto dai finanzieri, ha permesso di sequestrare la somma di denaro sottratta ai lettori prima che la stessa sparisse definitivamente dalla scena.