GdF: scacco agli interessi della ‘ndrangheta in Emilia

Ernesto Bruno

Una vasta operazione di polizia a contrasto della criminalità organizzata di stampo mafioso è condotta dalle prime ore di oggi dai finanzieri del Comando Provinciale di Cremona che sta impiegando allo scopo un centinaio di militari impegnati in decine di perquisizioni tra la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Calabria.Destinatari dell’operazione – battezzata con il nome di “Demetra” – sono svariati imprenditori del settore edile e di quello dei trasporti, oltre a professionisti coinvolti in attività usuraie e di frode fiscale. Il tutto con l’aggravante della finalità mafiosa.L’indagine delle Fiamme Gialle cremonesi, coordinata dai magistrati della Procura Nazionale Antimafia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, ha messo nel mirino fenomeni criminosi commessi nella provincia di Reggio Emilia ma comunque collegati alla ‘ndrangheta ed a noti imprenditori di origine calabrese da tempo stabilitisi in Emilia Romagna. L’operazione “Demetra”, condotta anche con la collaborazione dei Carabinieri, ha preso avvio da una predente indagine che portò, agli inizi della scorsa estate, all’arresto di un usuraio che aveva i suoi interessi nella città di Cremona.Nel ricostruire tutta la filiera criminale, nonché l’origine delle somme utilizzate per i prestiti usurai, i finanzieri cremonesi sono arrivati alla scoperta di un pool di imprese coinvolte in un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti, il cui scopo era quello di creare “liquidità” da sottrarre al Fisco per poi impiegarla nella concessione di prestiti ad aziende emiliane in difficoltà finanziarie e sulle quali, molto probabilmente, si mirava addirittura ad arrivare al pieno controllo.La vera svolta nelle indagini è però giunta quando gli uomini della Guardia di Finanza hanno scoperto che alcuni imprenditori calabresi, spesso a capo di aziende con fatturati pluri-milionari, intrattenevano frequenti rapporti con pericolosi soggetti collegati alla ‘ndrangheta.Le attività imprenditoriali oggetto delle indagini dei finanzieri, in alcuni casi, erano già state raggiunte da provvedimenti antimafia emessi della Prefettura di Crotone a causa dei tentativi d’infiltrazione mafiosa messi in atto da esponenti di clan criminali della regione.Nei confronti dei vertici dell’organizzazione, tutta costituita da imprenditori, sono stati così notificati 7 avvisi di garanzia per i reati di usura e frode fiscale, con in più l’aggravante di aver operato per agevolare gli interessi di un’associazione di stampo mafioso.