GdF: scoperta truffa ai danni della UE

Leonardo Ricci

Avevano già ottenuto 6 milioni di finanziamenti dall’Unione Europea, mentre altri 3 erano in procinto di essere incassati, ma i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno scoperto il loro raggiro prima che potesse essere portato a conclusione.

E’ questa la sintesi dell’operazione “Pioggia nel Deserto” che le fiamme gialle capitoline hanno condotto unitamente all’OLAF (Ufficio Europeo per la Lotta Anti-frode) nei confronti di una società italiana che aveva beneficiato di ingenti finanziamenti per la realizzazione di progetti da realizzarsi nel continente africano (Mali, Benin, Congo-Brazzaville, Repubblica Centro-Africana), attraverso i quali si sarebbero dovuti realizzare infrastrutture indispensabili come strade e ospedali.

Il continuo scambio di informazioni e di sinergie operative tra la Guardia di Finanza e l’OLAF, però,  ha però presto suggerito di approfondire quale fosse stata la reale destinazione di quegli stessi finanziamenti, così si è presto scoperto come alcuni degli ingegneri che dovevano prendere parte alla realizzazione delle opere erano completamente ignari del progetto, mentre alcune delle partnership indicate nelle domande erano state create solo sulla carta al fine di documentare all’Unione Europea il conseguimento dei parametri minimi (economici tecnici e finanziari), necessari per poter accedere ai finanziamenti previsti dai vari bandi di gara.

Proprio grazie a tali artifizi documentali, la società era così riuscita a ottenere punteggi che altrimenti non avrebbe mai conseguito, in barba agli altri operatori economici onesti che, di conseguenza, sono rimasti esclusi dalla possibilità di ottenere quegli stessi finanziamenti comunitari.

Al termine delle indagini il legale rappresentante della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea, mentre la società controllata dovrà rispondere della violazione prevista dal D.Lgs. n. 231/2001 in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

Per quanto riguarda l’inevitabile danno erariale derivante dalla vicenda è stata interessata la locale Procura Regionale della Corte dei Conti ma, per il momento, la Procura della Repubblica di Roma ha già disposto il sequestro di quote societarie, conti correnti bancari ed immobili (tra cui un lussuoso appartamento nel quartiere Parioli), fino al raggiungimento del totale dei finanziamenti indebitamente ottenuti (oltre sei milioni di euro), che i finanzieri del Comando Provinciale Roma hanno eseguito in tutta Italia.