GdF: scoperti a Roma 1243 immobili fantasma e un’evasione di 190 mln

Giovanni De Roma

E’ davvero imponente il caso di evasione fiscale internazionale che i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno contestato ad un’imprenditrice che, nonostante fosse proprietaria di 1.243 immobili ubicati quasi prevalentemente nella città eterna, nascondeva al Fisco la propria residenza fiscale collocandola in Paesi a fiscalità agevolata come il Principato di Monaco, Lussemburgo, Svizzera, Jersey e le Bahamas.

Di fatto l’imprenditrice, come accertato dalle fiamme gialle, non risiedeva affatto all’estero, bensì in un lussuoso appartamento della Roma medievale, peraltro nemmeno classificato come civile abitazione.

Quello della falsa residenza, però, non era il solo artifizio escogitato dalla stessa imprenditrice, atteso che tra i trucchi elaborati per sfuggire al Fisco italiano figurava anche una struttura societaria ubicata in Lussemburgo.

Infatti tale società, pur essendo da sempre amministrata di fatto dalla citata imprenditrice, era stata formalmente intestata a  meri prestanome di sua fiducia.

La Guardia di Finanza ha proceduto alle contestazioni dopo un’ampia attività d’indagine, sviluppatasi anche attraverso numerose perquisizioni eseguite presso le abitazioni di 8 persone indagate, 5 sedi di società e 3 studi commercialistici, con la contestuale apertura di cassette sicurezza.

E’ stato quindi dimostrato che l’imprenditrice, in realtà, aveva sempre risieduto a Roma, e quindi era in Italia dove aveva i suoi interessi economici e conseguiva i suoi notevoli introiti.

Alla donna sono state contestata un’omessa dichiarazione di ricavi per 190 milioni di euro.

Per quanto riguarda le sue disponibilità patrimoniali in Lussemburgo, Principato di Monaco e Svizzera, le fiamme gialle hanno contestato alla donna anche violazioni al c.d. “monitoraggio fiscale”, atteso che il valore complessivo di quelle stesse proprietà ammonta a oltre 2 miliardi e 100 milioni di euro.

L’imprenditrice è stata denunciata alla locale Procura della Repubblica, unitamente ad altri 11 soggetti tra i quali figurano alcuni consulenti italiani e stranieri. Per tale circostanza gli inquirenti hanno ipotizzano il reato di associazione a delinquere finalizzato all’evasione fiscale.

E’ curioso segnalare come tra le tante irregolarità e reati commessi per evadere notevoli cifre, risulti anche il mancato versamento dei tributi locali (ICI e IMU) per alcun milioni di euro, connessi al vasto patrimonio immobiliare di proprietà della donna che, peraltro, nel 2009 aveva aderito a ben 10 “Scudi Fiscali”!