GdF: scoperti "affari sporchi" a Perugia

Stefano Serafini

Beni per 100 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del G.I.C.O. (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) di Perugia e Firenze, mentre 16 persone sono state arrestate dai Carabinieri del R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale), al termine di una vasta operazione congiunta che ha interessato le province di Perugia, Caserta, Ancona, Firenze, Padova e Pesaro.L’operazione Guardia di Finanza/Carabinieri – denominata in codice “Apogeo” – è stata condotta nei confronti di un’organizzazione criminale dedita ai reati di truffa aggravata, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con l’aggravante del metodo mafioso.Il provvedimento di sequestro degli ingenti beni nelle disponibilità dei soggetti indagati, residenti nel capoluogo umbro ma origine campana e risultati in stretto collegamento con alcuni esponenti del noto clan camorristico dei “Casalesi”, giunge al termine di difficili indagini di polizia giudiziaria e tributaria che hanno messo in luce le attività delinquenziali realizzate nel tempo dagli arrestati.Gli stessi, in particolare, avevano investito nei circuiti economici legali ingenti capitali provenienti da attività camorristiche mediante la creazione o l’acquisizione di società operanti nel settore alberghiero, della ristorazione e dell’edilizia, molte della quali con sede inesistente o fittiziamente collocata all’estero, nonché operanti mediante “prestanome”.A tali attività illecite, peraltro, veniva affiancata l’acquisizione di attività imprenditoriali in difficoltà finanziarie che, una volta “svuotate” della loro sostanza economica, venivano utilizzate per il compimento di sistematiche truffe in danno di fornitori, avvalendosi anche di false fatturazioni per operazioni inesistenti e di distrazioni di capitale, fino a condurle al definitivo fallimento.