GdF: scoperto un giro di mazzette dell’ A.N.M.

Stefano Serafini

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, coordinati dai magistrati dalla Procura della Repubblica partenopea, hanno eseguito stamani misure cautelari e perquisizioni nei confronti di alcuni funzionari dell’Azienda Napoletana Mobilità (A.N.M. S.p.A.) e di alcuni esponenti sindacali del settore trasporti, nonché eseguito numerose perquisizioni presso abitazioni, uffici dell’A.N.M. e una sede sindacale di Napoli, anche per ipotesi di associazione per delinquere e peculato.

L’accusa per i principali indagati, tra i quali figura anche l’ex direttore del personale dell’A.N.M. e un rappresentante sindacale aziendale – entrambi agli arresti domiciliari – è quella di concussione mentre per altri due sindacalisti è stato prescritto l’obbligo di firma.Secondo gli inquirenti gli indagati disponevano trasferimenti in città di autisti napoletani da aziende del centro e nord Italia, nonché assunzioni di nuovo personale, percependo in cambio somme di danaro variabili tra i 10.000 e i 25.000 euro per ogni pratica oltre a regalie varie come orologi, gioielli e telefonini.

Le "mazzette", quasi sempre pagate in contanti, erano talvolta fornite dai parenti degli autisti da trasferire all’A.N.M. di Napoli i quali, pur di ottenere lo scopo, facevano anche ricorso ad onerosi prestiti con società finanziarie.L’operazione delle Fiamme Gialle ha preso avvio nel 2009 sulla base di una denuncia presentata da un consigliere comunale del capoluogo campano, inerente presunte irregolarità nelle procedure di avvicendamento di alcuni autisti dell’A.N.M.

Successivamente a quella segnalazione sono così scattate le indagini, eseguite anche con intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, che hanno altresì avviato il minuzioso esame delle cartelle personali degli autisti trasferiti a Napoli da altre aziende di Trasporto Pubblico Locale nel periodo 2005-2009.

Sulla base degli elementi probatori ottenuti è così emerso come i responsabili avessero messo in atto un meccanismo che faceva leva sull’uso arbitrario e distorto della c.d. “mobilità inter-aziendale”, esistente nel settore del trasporto pubblico e meglio conosciuto come cambio d’azienda, che consente a due aziende di trasporto pubblico locale di scambiarsi i rispettivi dipendenti interessati all’avvicendamento.Gli accertamenti svolti dai militari della Guardia di Finanza, sia presso l’A.N.M., sia presso le omologhe aziende del centro e nord Italia, hanno invece dimostrato che nella maggior parte dei casi i cambi disposti erano puramente fittizi poiché gli autisti trasferiti all’azienda napoletana venivano avvicendati da colleghi – impiegati sempre a Napoli in analoghe mansioni – ma che, di fatto, non hanno poi mai preso servizio presso le aziende di destinazione.

La decorrenza del trasferimento degli autisti dell’A.N.M., difatti, veniva fraudolentemente fatta coincidere con il pensionamento degli stessi per raggiunti limiti di età, mentre in alcuni casi l’utilizzo abusivo dei cambi d’azienda rendeva addirittura possibile l’assunzione ex novo di personale che, in realtà, non aveva mai prestato servizio in altre aziende di trasporto locale.Anche le posizioni di numerose altre persone che, a vario titolo, risulterebbero coinvolte nelle pratiche illegali sono ora al vaglio degli inquirenti.