GdF scopre maxifrode nelle Marche

Tiziana Montalbano

Le Fiamme Gialle di Ascoli Piceno hanno denunciato alcuni consulenti fiscali operanti presso uno Studio professionale di Civitanova Marche (MC), responsabili di frode. Le indagini erano iniziate nel 2007, sulla scorta di elementi di intelligence autonomamente rilevati sul conto di alcuni imprenditori del comprensorio di Porto Sant’Elpidio (FM) che, quantunque oppressi da pesanti situazioni finanziarie, al limite della decozione, conducevano un tenore di vita alquanto suntuoso. Le indagini hanno subìto una svolta determinante allorquando, nell’ambito degli approfondimenti di circostanza, è stata rilevata la presenza di un’interessante coincidenza sul conto dei medesimi imprenditori, circa la riconducibilità, quali clienti, ad un unico Studio di consulenza fiscale di recente costituzione, avente sede legale a Roma e sede operativa in Civitanova Marche (MC), peraltro caratterizzato da una consistente platea di clienti “evasori totali”. La situazione di “collettiva inadempienza fiscale” ha quindi comportato l’opportunità di acquisire una serie di ulteriori elementi e dati sul conto sia dello Studio che dei propri clienti, che, debitamente analizzati, hanno posto in luce la perpetrazione di una sistematica frode, sostanziata, in particolare, dall’avvenuta presentazione, agli Uffici Finanziari competenti, di una consistente serie di dichiarazioni d’imposta – per entrambi i comparti delle imposte dirette ed indirette – contenenti dati difformi da quelli, invero, effettivamente contabilizzati; le attività dei militari si sono naturalmente estese “a macchia d’olio” nei confronti di tutti i clienti del citato Studio professionale, per i quali sono state individuate irregolarità sostanziali, tanto da determinare l’avvio, da parte della stessa Brigata e degli altri Reparti del Corpo competenti per territorio, di correlate verifiche fiscali, che hanno coinvolto ben 110 imprese, delle quali 76 “evasori totali”, 20 “evasori paratotali” e 14 “evasori parziali”. Parallelamente alle attività di carattere amministrativo, sono state avviate quelle, connesse, di polizia giudiziaria, attesa l’avvenuta configurabilità di una vera e propria organizzazione dedita alla perpetrazione di numerosi reati di materia economico-finanziaria e si è avuto così modo di ricostruire il meccanismo di frode, attuato, in particolare, attraverso operazioni commerciali fraudolente interposte tramite l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per ingenti importi, l’occultamento e/o la distruzione di scritture contabili obbligatorie ed altre tipiche operazioni illecite, tutte organizzate e precostituite mediante una serie di vere e proprie “pianificazioni strategiche”, promosse e attuate dal gruppo di consulenti.

Sulla scorta delle risultanze emerse nell’ambito delle attività si è così pervenuti non solo alla compiuta ricostruzione dei fatti criminosi ma anche all’acquisizione di fonti di prova che hanno supportato appieno l’ipotesi investigativa, documentanti anche una sistematica ed incessante effettuazione di plurime operazioni societarie (frequenti e repentini trasferimenti di sede, avvicendamento di  cariche societarie e trasferimento di quote dell’intero capitale sociale a soggetti prestanome, nullatenenti) interposte al fine esclusivo di ostacolare le potenziali attività di controllo da parte delle Istituzioni. In merito a tali aspetti, la Brigata di Porto San Giorgio ha esperito in via diretta 29 verifiche fiscali nei confronti di 25 imprese operanti nei comprensori territoriali di Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare e Torre San Patrizio, risultate evasori totali, paratotali e parziali.