GdF: sequestrate case ricostruite dopo il terremoto del 1997 in Umbria

St.Ser.

Un intero borgo, composto da 55 unità abitative, costruito a seguito del terremoto che sconvolse una larga parte dell’Umbria nel 1997, è stato sequestrato dai finanzieri del Comando Provinciale di Perugia che hanno riscontrato gravi irregolarità nell’attività edificatoria, perlopiù attinenti alle disposizioni normative previste per la costruzione di edifici in zona sismica.

Il borgo sottoposto a sequestro preventivo da parte delle Fiamme Gialle perugine è quello di Giove Valtopina, situato nei pressi di Nocera Umbra (PG), ed ha un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.

La vicenda ha preso spunto dal sequestro, avvenuto circa due anni fa, di un’area che era stata adibita a discarica abusiva di rifiuti, molti dei quali risultati tossici.

Le successive indagini avviate dai militari della Guardia di Finanza, nel caso specifico, accertarono che i materiali di risulta abbandonati nella discarica provenivano da un cantiere edilizio della zona che stava procedendo alle operazioni di ricostruzione post-terremoto dell’intero borgo di Giove Valtopina.

Attraverso la minuziosa analisi della documentazione acquisita dai finanzieri sul conto della ditta incaricata dei lavori, svolta anche con l’ausilio di consulenti tecnici, è stato così possibile avvalorare le ipotesi degli investigatori che sospettavano l’esistenza di svariate criticità legate alla progettazione delle case del borgo, con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica in considerazione che la zona è a grave rischio sismico.

Da rilevare che, a quasi 14 anni dallo sgombero delle abitazioni lesionate dal tragico terremoto del 1997, molte delle persone che vi alloggiavano sono ancor oggi sistemate all’interno dei container.

St.Ser.