GdF: serpenti a guardia di documenti contabili

Ivano Maccani

Quello di utilizzare dei grossi serpenti per celare “merci scottanti” è un metodo sinora utilizzato dai trafficanti di droga, anche se sembra aver fatto scuola tra chi, utilizzando gli stessi rettili, vuol magari nascondere della documentazione extra-contabile.Questo è quanto è successo a una pattuglia di finanzieri del Comando Provinciale di Belluno i quali, trovandosi per una verifica fiscale presso un’azienda della zona operante nel settore della lavorazione dei metalli, si sono imbattuti in una vera e propria distesa di teche contenenti boa e pitoni.In un locale adibito ad archivio e magazzino, vicino agli scaffali ove era stata sistemata la documentazione fiscale dell’azienda, le Fiamme Gialle bellunesi hanno trovato le teche in vetro contenenti splendidi esemplari di “boa constrictor imperator”, alcuni dei quali lunghi circa tre metri, nonché un “pitone reale” per un totale di 14 serpenti.L’insolita quanto imprevista scoperta ha quindi indotto i militari della Guardia di Finanza a richiedere la collaborazione del personale del Corpo Forestale dello Stato e di un erpetologo.Dodici dei rettili rinvenuti dai finanzieri, infatti, pur apparendo in buono stato di mantenimento, non erano stati regolarmente denunciati al competente Servizio di Certificazione (CITES) del Corpo Forestale dello Stato, essendo nati in cattività da altri esemplari regolarmente detenuti.Tutta la voluminosa documentazione contabile ed extra-contabile rivenuta tra i rettili sarà ovviamente esaminata dalla Guardia di Finanza, mentre per le violazioni già contestate all’imprenditore è stata comminata una sanzione amministrativa da 300 a 1200 euro.