GdF: Siracusa, “Cassa-Integrazione Truffa” richiesta da due società. Scoperta una frode da 18.400.000 euro

Giuseppe Magliocco

Un truffa subdola quanto spregevole per i modi e le finalità con cui si è perpetrata, e che va a minare una delle tutele che lo Stato offre alle aziende in difficoltà ed alle loro maestranze attraverso lo strumento della cassa integrazione.
Questo è quanto scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa al termine dell’operazione “Take Away”, conclusasi con la denuncia di 7 imprenditori e di un commercialista accusati di aver realizzato un’evasione fiscale da oltre 18,4 milioni di euro, alla quale si aggiunge la scoperta di 62 lavoratori assunti “in nero”.
Questa la cronaca dei fatti: tra il 2009 ed il 2011 due società operanti nel settore calzaturiero hanno rappresentato agli Enti preposti uno stato di forte crisi aziendale, per la quale hanno contestualmente richiesto i benefici della cassa integrazione in deroga per tutti i loro dipendenti.
Come noto il regime di cassa integrazione interviene per le aziende che cessano o si vedono fortemente diminuita la loro attività produttiva, ma per le due aziende finite nel mirino dei controlli delle fiamme gialle siracusane questo non era avvenuto.
Durante il periodo di cassa integrazione, infatti, i dipendenti delle due aziende avevano lavorato regolarmente mentre le stesse hanno omesso il versamento delle ritenute IRPEF per oltre 734mila euro, nonché i contributi previdenziali per più di un milione e 209mila euro. Da notare, nella circostanza, anche l’odioso ricatto subito dai lavoratori stessi, i quali, sotto la minaccia di un ingiusto licenziamento, dovevano restituire ai datori di lavoro la cassa integrazione percepita ma che proprio dagli stessi era stata illegittimamente richiesta.
A rendere ancor più odiosa la vicenda anche il licenziamento collettivo dei lavoratori delle due aziende intervenuto al termine del periodo di cassa integrazione, ma che gli amministratori delle stesse hanno effettuato procedendo ad una ulteriore richiesta di nuovi benefici previsti dalla legge 223/91.
Proprio al riguardo le indagini della GDF siracusana hanno permesso di evidenziare come le erogazioni ottenute, consistenti in indennità di mobilità per oltre 1 milione e 142mila euro (ai quali si sono uniti sgravi contributivi per più di 103mila euro previste per le imprese che assumono dipendenti da liste di mobilità), sono stati anche questi ottenuti indebitamente.
L’operazione si concludeva dunque con la scoperta di un ingentissimo danno per l’Erario e per l’INPS realizzato da un sodalizio criminoso composto da 8 soggetti denunciati per i reati di estorsione, truffa, associazione a delinquere finalizzata alla truffa, appropriazione indebita, omesso versamento di contributi previdenziali, oltre ad altri vari reati previsti dalla c.d. “Legge Fallimentare” nonché per correlati reati fiscali.
L’operazione odierna testimonia ancora una volta quale sia lo sforzo operativo e investigativo che la Guardia di Finanza sta producendo per fa sì che gli “ammortizzatori sociali” siano effettivamente destinati ai lavoratori che si trovano senza più un reddito garantito, ed alle aziende in crisi che li richiedono nel pieno rispetto delle regole purché in condizioni di reale necessità.