GdF: Taranto, scovata tra gli uliveti una stamperia di euro falsi. Tre responsabili arrestati

Enrico Fiorenza

Il luogo per piazzare una stamperia clandestina di euro falsi lo avevano scelto con cura tra gli uliveti della campagna tarantina, peraltro adattando e modificando la struttura dell’immobile all’interno del quale piazzare i voluminosi macchinari per la stampa. Non sapevano però che i finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria stavano già da tempo seguendo le loro mosse e, quando hanno fatto scattare il blitz, li hanno sorpresi proprio mentre erano intenti nella loro illecita attività.
È così finita con gli arresti la fruttuosa produzione avviata da tre campani (tutti già gravati da precedenti specifici e con età comprese tra i 58 ed i 31 anni) che nella villetta unifamiliare del figlio di uno degli arrestati, sita nell’agro del comune di Maruggio (TA), avevano pensato bene di realizzare la loro stamperia dotandola di modernissimi macchinari per la stampa offset, che i responsabili avevano fatto arrivare dall’hinterland napoletano con tanto di automezzi adibiti a trasporti pesanti.
Per poter alloggiare quelle voluminose macchine, nell’immobile erano stati addirittura realizzati lavori edilizi che lo avevano modificato nella sua struttura. Un “investimento” importante dunque, ma che per loro avrebbe potuto presto “rientrare” sotto forma di guadagni facili a molti zeri, per di più difficilmente rintracciabili considerato che la loro stamperia, ricavata all’interno di una casa rurale più che altro utilizzata come residenza estiva, era non facilmente accessibile e realmente lontana da occhi indiscreti.
In considerazione della non agevole posizione del luogo da monitorare, i finanzieri sono dovuti ricorrere al supporto aereo dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto il quale, sorvegliando dall’alto la struttura, ha offerto informazioni importanti sul come e quando intervenire prima che le banconote false potessero giungere nei canali occulti dello spaccio ma comunque a produzione già avviata.
I riscontri informativi ottenuti anche grazie alle “volpi” (così vengono chiamati gli elicotteri della GDF), ha consentito alle pattuglie a terra di intervenire proprio al momento giusto sorprendendo i tre falsari in piena flagranza di reato, e permettendo altresì di rinvenire nella villetta ben 8 milioni di euro falsi già stampati e pronti per essere smerciati.
L’ottima fattura delle banconote, subito balzata all’occhio dei finanzieri operanti, ha confermato l’abilità che i tre arrestati certamente vantano nel settore della falsificazione degli euro, ma anche del rilevante danno economico che gli stessi potevano cagionare nei commercianti e nei comuni cittadini con banconote la cui genuinità era difficilmente riscontrabile se non osservate molto attentamente.
Nei confronti dei tre arrestati ora si procede per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di banconote.