GdF: tassi d’interesse del 520% annuo, in manette usuraio

Ernesto Bruno

Ottocentomila euro estorti i tre anni a un noto imprenditore meneghino del settore dolciario verso il quale applicava un tasso d’interesse del 520%, era questa l’attività di un anziano usurario che i finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno scoperto ed arrestato unitamente alla sua complice.La vicenda era nata dalla richiesta di un prestito di 70.000 che il “cravattaro”, un pensionato 60enne, aveva concesso all’imprenditore in un momento di difficoltà finanziarie e verso il quale, con la complicità della sua convivente, era arrivato a pretendere una somma ormai inarrivabile. Le indagini sul conto dei due, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Milano, sono state originate dalla denuncia che proprio l’imprenditore usurato aveva presentato negli uffici della Guardia di Finanza milanese.In evidente stato di shock l’uomo ha così raccontato ai finanzieri delle difficoltà finanziare che lo avevano colpito e che lo avevano quindi costretto nel 2010 a rivolgersi al suo aguzzino, al quale versava comunque gli interessi sulla somma concessa con cadenza settimanale ma che tuttavia non bastavano a evitargli le minacce di morte che l’usuraio gli rivolgeva pretendendo per intero tutti gli 800.000 euro maturati.Vista la gravita della gravità della situazione, e notiziati di un imminente incontro per la solita consegna settimanale di denaro, i militari hanno subito avviato le loro indagini avvalendosi di intercettazioni telefoniche, nonché di microcamere e cimici posizionate all’interno del locale commerciale ove l’imprenditore avrebbe corrisposto altri soldi all’usuraio.L’incontro tra la vittima e il suo strozzino, quest’ultimo accompagnato dalla sua compagna, avveniva regolarmente con altrettanto “regolare” animosità nella discussione e conseguenti minacce di morte, terminate le quali si faceva consegnare dall’imprenditore l’importo pattuito.All’interno della pasticceria, travisati da semplici clienti, ad attendere il cravattaio e la sua complice stavolta c’erano però i finanzieri che li hanno arrestati in flagranza di reato, prima di procedere alla perquisizione dell’immobile nelle loro disponibilità all’interno del quale hanno rinvenuto circa 13.000 euro in contanti (occultati all’interno di terriccio per le piante), nonché alcuni animali esotici tra i quali una rara specie di pappagallo.L’intervento si è concluso con la convalida degli arresti da parte del GIP del Tribunale di Milano, mentre le indagini patrimoniali sul conto dei due arrestati stanno ancora proseguendo.