GdF: traffici di droga dai Caraibi nel mirino dell’operazione "Octopus"

Ernesto Bruno
Duecento finanzieri impegnati in alcune perquisizioni tra il Lazio e la Calabria, 8 persone finite agli arresti e altre 16 indagate. E’ questo il bilancio dell’operazione “Octopus”, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che ha permesso di sgominare un sodalizio delinquenziale dedito alla truffa ed al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Al centro delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle capitoline, coordinate dai Magistrati della locale Procura della Repubblica, figura un consulente del lavoro che tempo addietro si era reso responsabile di una truffa da 750.000 euro perpetrata nei confronti di un noto imprenditore romano.
In quella stessa occasione il consulente-truffatore, unitamente ad altri suoi complici tra cui un ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate oggi arrestato, si era presentato come funzionario del Fisco inscenando una falsa verifica fiscale nei confronti della società retta dal medesimo imprenditore, il quale era stato poi invitato a pagare una “tangente” di 750.000 euro necessaria per ottenere un “ammorbidimento” del controllo. 
La strana vicenda era giunta all’attenzione degli investigatori della Guardia di Finanza allorquando l’Agenzia delle Entrate aveva effettivamente avviato una vera verifica fiscale nei confronti della società di cui sopra, rendendo evidente la totale falsità dell’ispezione precedente e dando così il via alle indagini.
Stesso “modus operandi” era stato seguito dal gruppo di truffatori per un’altra società, questa volta amministrata da un cliente dello stesso consulente del lavoro. In quell’occasione, però, sono stati i suoi complici a presentarsi presso la sede della società con tanto di falsi tesserini e falsi verbali dell’Agenzia delle Entrate, anche se la solita richiesta di denaro, funzionale ad un “alleggerimento” delle potenziali conseguenze di natura tributaria, non era mancata con il successivo versamento di un’altra “mazzetta” poi intascata dal consulente e dai suoi conniventi.
Le sorprese legate all’indagine, in ogni caso, non si fermavano a queste ben congeniate truffe ma, come emerso nel corso dell’inchiesta della Guardia di Finanza, gli interessi del capo-banda si erano rivolti anche al lucroso settore del traffico internazionale di stupefacenti.
Indubbiamente dotato di una spiccata propensione alle attività criminali, lo stesso consulente rappresentava anche il terminale di un altro ben strutturato gruppo criminale, perlopiù composto da soggetti di origine calabrese da tempo trapiantati nella Capitale, quest’ultimo molto attivo nell’importazione di ingenti quantitativi di droga da Santo Domingo.
Secondo quanto accertato dai militari della Guardia di Finanza gli indagati stavano infatti organizzando il trasporto di un grosso carico di cocaina, per il quale avevano già versato ai “narcos” sudamericani un acconto di 700.000 euro.
La partita di coca sarebbe dovuta giungere presso lo scalo romano di Campino a bordo di un aeromobile preso a noleggio, e poi destinata alle fiorenti piazze romane e milanesi dello spaccio.
Il programma criminoso è stato però sventato dall’operazione di questa mattina, che ha messo la parola fine alle messinscena ed ai traffici del professionista e dei suoi sodali.