GdF: truffa all’INPS da 600 mila euro nel siracusano

Ernesto Bruno

L’ultima truffa all’INPS, in ordine di tempo, è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa che hanno denunciato 130 falsi braccianti agricoli ritenuti responsabili dei reati di truffa e di falso materiale, con un danno finanziario per il suddetto Istituto di previdenza stimato in circa 600.000 euro.I soggetti denunciati, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle siracusane e dai loro colleghi del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma, facevano parte di una vera e propria organizzazione truffaldina capeggiata da un imprenditore della zona, quest’ultimo già gravato da specifici precedenti penali e che, per mezzo di un’impresa agricola “fantasma”, ovverosia creata solo sulla carta, riusciva così ad ottenere indebite indennità di disoccupazione agricola in favore centinaia di soggetti, tutti chiaramente compiacenti.Gli investigatori della Guardia di Finanza, incrociando gli innumerevoli dati immagazzinati nelle banche-dati in uso al Corpo, sono comunque riusciti a scoprire numerose incongruenze in capo ai soggetti controllati, ed a smascherare così i responsabili della frode.Il modus operandi utilizzato dall’organizzazione era piuttosto semplice ma efficace e si sostanziava con una formale presentazione all’INPS di falsa documentazione, con la quale venivano attestati inesistenti rapporti di lavoro agricolo e poi acquisite indennità di disoccupazione con relativa copertura ai fini pensionistici. Scoprire questo articolato meccanismo truffaldino non è stato però facile, anche perché è stato necessario acquisire numerosa documentazione presso vari uffici INPS nelle province di Siracusa, Messina, Catania, Enna e Palermo, con svariati sopralluoghi che i finanzieri hanno dovuto direttamente eseguire sui terreni agricoli oggetto delle indagini al fine di verificarne il loro stato reale.Da notare come lo stesso meccanismo truffaldino prevedesse anche la creazione di contratti fasulli inerenti all’affitto di terreni, successivamente risultati essere addirittura stipulati con soggetti defunti, con persone non più proprietarie di fondi e, in alcuni casi, con persone assolutamente inconsapevoli di aver locato i propri terreni. La definitiva scoperta della società fantasma presso la quale prendevano le mosse truffe e responsabili, ha poi chiuso definitivamente il cerchio intorno agli indagati ed alle loro pesanti responsabilità.