GdF, tutela spesa pubblica: tre falsi invalidi pizzicati nel maceratese

Ernesto Bruno

Tre pseudo-invalidi, di cui due falsi ciechi, sono stati scoperti dai finanzieri del Comando Provinciale di Macerata nell’ambito dei serrati controlli che la Guardia di Finanza sta compiendo in tutto il territorio nazionale per la tutela della spesa pubblica.Gli ultimi tre “furbi” a essere pizzicati dalle Fiamme Gialle sono soggetti che, ormai da anni, percepivano regolari pensioni d’invalidità ai danni dell’INPS e dell’intera collettività. Il primo caso a essere scoperto dai finanzieri maceratesi riguarda una donna, ufficialmente cieca totale, sorpresa dai militari mentre passeggiava per il centro della città di Camerino (MC) intenta a fare acquisti, prelevare contante al bancomat e mostrare senza difficoltà (proprio ad un finanziere) a lo scontrino fiscale emesso dopo l’acquisto di una borsa.Nel corso della successiva visita medico-oculistica di controllo è emerso che la deficienza visiva da cui era affetta la signora, sicuramente, non era tale da determinare uno stato di cecità assoluta.Il secondo caso è relativo a un altro pseudo-cieco il quale, già beneficiario di una pensione di invalidità dal 2004, è stato fermato più volte alla guida di un’autovettura. Nel corso delle indagini che i finanzieri hanno avviato sul suo conto, tra l’altro, è emerso che il soggetto in questione nel 2009 aveva persino rinnovato la propria patente di guida.Caso ancora più curioso è quello di un bancario, riconosciuto invalido al 100% e beneficiario di permessi concessi ai portatori di handicap grave (Legge 104/92).Peccato, per il falso invalido, che gli investigatori della Guardia di Finanza abbiano scoperto che i permessi a lui garantiti dalla citata legge, in realtà erano sfruttati per allenare una squadra di calcio, ruolo che il soggetto svolgeva senza evidenti difficoltà motorie, così i finanzieri hanno dimostrato nei loro filmati.Per ottenere il tesserino da allenatore, peraltro, l’uomo aveva presentato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio il previsto certificato medico-sportivo che ne certificava la sana e robusta costituzione.Da rilevare che questo incarico di natura sportiva fruttava al bancario un rimborso spese di 750 euro mensili, mentre nel periodo interessato dalle indagini lo stesso soggetto aveva contemporaneamente beneficiato di 900 ore di assenza dal lavoro, ovviamente a spese dall’INPS. Ulteriori accertamenti, tesi ad accertare responsabilità e altre connivenze, sono attualmente in corso.