GdF: una tonnellata di "khat" intercettata all’aeroporto di Fiumicino

Ernesto Bruno

 

Per essere una comune partita di frutta africana aveva un odore un po’ troppo penetrante, anche per chi non ha certo l’olfatto dei cani anti-droga, ed è stata proprio questa particolarità a indurre i finanzieri del Comando Provinciale di Roma ad approfondire il controllo su quegli stessi alimenti che si trovavano in transito presso l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.

E’ stato così che i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto una tonnellata di “khat”, occultata nella stiva di un aereo proveniente da Addis Abeba (Etiopia), che il quel momento stava facendo scalo sulle piste dell’aeroporto capitolino prima di ripartire per Londra.  

Il “khat”, pianta originaria delle regioni orientali dell’Africa ma classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le droghe proibite perché appartenente alla categoria degli “alcaloidi”, a causa del suo principio attivo (catina) ha effetti simili all’anfetamina e provoca dipendenza tra i suoi assuntori.

L’ingente partita di questo stupefacente, che i finanzieri sono riusciti a intercettare in collaborazione con il personale del Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane, era diretta in Inghilterra, Paese che ha una forte presenza di immigrati provenienti dall’Africa piuttosto avvezzi al consumo di questa particolare droga.

Sono comunque in corso indagini al fine di individuare mittenti e destinatari della partita di “khat”, che avrebbe potuto fruttare ai narcotrafficanti guadagni per svariati milioni di euro.