GDF: Varese, la filiera del falso fa affari anche sull’e-commerce

Giovanni De Roma

Sembra proprio che quello del cosiddetto “e-commerce”, ovverossia la vendita di prodotti attraverso internet, sia un canale di vendita davvero molto proficuo anche se non totalmente al riparo dai controlli delle Forze di Polizia.

Questo è quanto i finanzieri del Comando Provinciale di Varese, in servizio presso l’aeroporto di Malpensa, scoprono con sempre maggior frequenza all’interno degli spazi di vigilanza doganale del trafficatissimo scalo aereo lombardo.

Sulla base di specifiche “analisi di rischio” che i militari delle fiamme gialle e il personale delle Dogane compiono ogni giorno per tentare di contrastare la “filiera del falso” sulle migliaia di spedizioni che ogni giorno giungono all’interno dell’area Cargo City, negli ultimi mesi sono già stati sottoposti a sequestro circa 10.000 articoli contraffatti e non sicuri (orologi di note e lussuose griffe come Rolex, Breitling , D&G, Chanel e Armani, scarpe firmate, prodotti di elettronica, occhiali, toner per stampanti e persino ricambi per autovetture).

Conseguentemente a questi sequestri, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (VA) 25 persone tra operatori economici e privati cittadini residenti su tutto il territorio nazionale, e che devono ora rispondere di introduzione di prodotti contraffatti nel territorio dello Stato prodotti.

Da notare come, tra le diverse provenienze di questi prodotti, ne compaiono alcune “insospettabili” come la Spagna e la Grecia, mentre quella cinese rimane ancora la più conosciuta e preoccupante.